giovedì 17 dicembre 2015

LA MIA ENNESIMA DIFESA DI DE LAURENTIIS E DI NAPOLI ...


....e la cosa triste è che li debba difendere proprio dai napoletani!

(cambiano solo le parole, rispetto al passato, ma è meglio, ogni tanto, una rinfrescata di memoria)

Contrariamente a quanto alcuni pensano, io non difendo a spada tratta il presidente, in maniera acritica, non sono un fanatico, sono un logico e mi autodefinisco un filosofo. Lungi da me, dunque, ogni forma di idolatria e di sottomissione, psicologica o sociologica che sia. Io difendo la ragione come ogni uomo sensato dovrebbe fare. E la ragione dice chiaramente che l'arrivo di De Laurentiis ha segnato una svolta notevolmente positiva nella storia del calcio Napoli e, mi permetto di aggiungere, nella città di Napoli e nell'Italia intera.

venerdì 11 dicembre 2015

I CINQUE MESI PIU' LUNGHI DI NAPOLI


Il Napoli ha ottenuto un risultato storico, sia per sé sia in generale, vincendo tutte la partite del suo girone di qualificazione di Europa League. Eppure, a Napoli, c'è chi storce la bocca, il naso e le labbra, dando l'impressione di essere in preda ad una paresi.
Queste distorsioni fisionomiche si sono sorprendentemente palesate, sui volti di molti, anche relativamente alla evidente rinascita turistica della città.
Sembra che in questo periodo cominciamo a piacere più al prossimo che a noi stessi. Ma per continuare a dare una buona impressione agli altri è assolutamente necessario che crediamo, noi per primi, alla nostra crescita e al nostro valore. Ci siamo per troppo tempo abbandonati ai fluttui del centralismo burocratico perchè potessimo sviluppare la capacità di governare la nostra nave. Rischiamo, così, per una folata di vento, di lasciare le acque del "nuovo mondo" per ritrovarci di nuovo nelle secche del "Mediterraneo".

martedì 8 dicembre 2015

I TRE INDIZI SULLA SCHIZOFRENIA DELLA STAMPA NAPOLETANA


Avevo, ad inizio stagione, ampiamente previsto che la stampa e l'opinionismo napoletano avrebbero cominciato a "criticare" ferocemente Sarri nel caso il Napoli non fosse riuscito a partire bene, nonostante le raccomandazioni fatte da queste due stesse "categorie" di individui in merito alla circostanza che ad un allenatore con una filosofia di gioco difficile da assimilare nell'immediato si sarebbe dovuto concedere il tempo necessario. Dopo le prime partite di campionato, che effettivamente palesarono le difficoltà previste, si materializzò puntualmente il mio sospetto circa l'ipocrisia insita nell'evocazione di quella pazienza da precampionato, con il manifestarsi di autentici strali nei confronti di Sarri.

mercoledì 2 dicembre 2015

Da "'O surdato 'nnammurato" a "L'estate sta finendo"; sempre più nell'indistinto!


Noi napoletani ci stiamo appiattendo sempre più, nei contenuti come nella forma, su realtà che non ci appartengono, svilendo la nostra proverbiale originalità. Ma la cosa più grave è che lo stiamo facendo seguendo forme d'espressione di basso profilo culturale e che tendono alla omologazione. Stiamo perdendo, dunque, d'un sol colpo, identità e valore. Da "Un posto al sole" che scimmiotta le soap opera americane al "neomelodismo" che tende a riproporre in chiave volgarissima e superficiale ciò che già di per sé si attesta su livelli bassi, come la musica pop della peggiore specie, sia essa proveniente dalla penisola che da oltre oceano.

martedì 1 dicembre 2015

IL NAPOLI RISICA E L'INTER ROSICA!


Non sono assolutamente d'accordo sull'interpretazione che i più hanno fornito della partita tra il Napoli e l'Inter che ha sancito il primato solitario degli azzurrili. L'idea di un'Inter che avrebbe dimostrato, per la circostanza di essere quasi riuscita nell'impresa di rimontare lo svantaggio di due gol in inferiorità numerica, una superiorità rispetto al Napoli sul piano della personalità, nella capacità di leggere la partita e in un maggior criterio razionale nell'affrontare situazioni di stress psico fisico da alta classifica, è il frutto di una visione parziale e non onnicomprensiva di quello che è stato il reale svolgimento della partita. Quegli ultimi venti minuti che hanno visto i nerazzurri impegnati in un "eroico" arrembaggio, hanno finito per suggestionare la già di per sè suggestionabile critica sportiva italiana.

mercoledì 11 novembre 2015

L'asso nella manica dei nemici del Napoli


Quando si hanno dei nemici bisogna sempre stare con gli occhi attenti, soprattutto perché potrebbero impossessarsi delle nostre armi e rivolgerle contro di noi. Dialetticamente parlando, sarebbero in grado di trasformare alcune argomentazioni che avvalorano le nostre tesi nel verso opposto, cambiandone semplicemente il segno e la prospettiva da cui guardarle. Operazioni logiche di questo tipo sono relativamente semplici se, artatamente, si estrapola un determinato risultato dal suo contesto generale e lo si delimita solo in un ambito in cui è facile considerarlo in modi antitetici.
Il Napoli sta correndo questo rischio relativamente alla valutazione dei suoi meriti o demeriti per quanto concerne il risultato che avrà conseguito alla fine del campionato.

lunedì 9 novembre 2015

La banda dei disonesti


Maurizio Sarri ha assolutamente ragione nell'evidenziare una sostanziale differenza nell'approccio degli arbitri alle partite del Napoli rispetto a quello mostrato negli incontri delle altre grandi.
Con una intelligenza abbondantemente superiore a quella di coloro che lo avevano etichettato come provinciale e di conseguenza ignorante e sciocco (un nesso, quest'ultimo, che può essere immaginato solo da chi neanche sa cosa sia la logca), egli ha posto la propria questione arbitrale in termini scientifici, mettendo in evidenza non il singolo episodio, che, come tale, non avrebbe efficacia dimostrativa disperdendosi nella genericità degli errori arbitrali, ma l'elemento statistico che rispecchia l'attuale andamento e caratterizzazione delle conduzioni dei giudici di gara.

giovedì 5 novembre 2015

Maurizio Sarri e l'ironia sulla rosa corta

Maurizio Sarri si conferma, nonostante venisse detto il contrario, un uomo di grande impatto mediatico.
Ieri, durante la conferenza stampa dedicata alla vigilia della partita di Europa League "Napoli-Midtjylland", ha ironicamente risposto ad una delle solite "domande epocali" dei giornalisti italiani:



Giuseppe Albano

martedì 27 ottobre 2015

HIGUAIN NON E' (NON DEVE ESSERE) UN CAPOPOPOLO!


Noi napoletani dobbiamo stare attenti ai media nazionali (del nord) anche quando ci fanno dei complimenti, anzi, è proprio dietro quelli che, il più delle volte, si nasconde la loro perfidia, nel senso che quest'ultima viene esercitata con più arte. Un complimento, confezionato in un determinato modo, può rappresentare la via più efficace per denigrare un avversario.
Nel caso della nostra amata squadra di calcio, dobbiamo fare molta attenzione e leggere nella giusta maniera quei continui complimenti ad Higuain che arrivano fino al punto di identificare il centravanti argentino come il fulcro e la vera sostanza del Napoli; un qualcosa dal quale non potremmo prenscindere ma, nello stesso tempo,  a noi "estraneo", quasi alieno, una sorta di dono fattoci dal destino.

mercoledì 21 ottobre 2015

IL NAPOLI DI SARRI E' CULTURA ED EDUCAZIONE


Il Napoli di Sarri, nel muoversi sincronico dei suoi calciatori e in quelle dinamiche di gioco che si diramano in figure geometriche, da l'idea di una plasticità e di un'armonia tipicamente greche. I calciatori del Napoli agiscono con una sistematicità che li fa apparire come un corpo unico che si muove secondo uno scopo ben definito. La squadra assomiglia, nel suo esprimersi, ad un coro tragico greco, dove l'individualità si accorda con il tutto. Niente è lasciato alla mera casualità. Ciò, tuttavia, non deve indurre a pensare che l'allenatore toscano imprigioni la libertà di ogni singolo calciatore sacrificandola ad un qualcosa che li prescinda. In quell'armonioso divenire, infatti, c'è la gioia e la consapevolezza di ciascun individuo di partecipare ad un destino comune; come direbbe Nietzsche, la gioiosa volontà di vivere un qualcosa che si sente nel profondo, come proprio, e che viene espresso come autoaffermazione.

martedì 20 ottobre 2015

QUESTI FANTASMINI! (Sugli ex "rafaeliti")


C'è un fatto che mi ha incuriosito molto in questo periodo relativamente alle cose che ruotano nel sistema calcio napoletano: la psicologia degli ex "rafaeliti"; di tutti quei giornalisti, cioè, che per due anni avevano deciso di interrompere il propio libero pensare per regolarlo automaticamente, come un orologio, sui tempi e i modi di quello di Benitez. Mi sono chiesto, cioè, come stessero vivendo e come procedesse quell'ineludibile processo di "debenitizzazione" dopo che quel totem era sparito dal loro orizzonte mediatico. Come regolassero oggi le lancette del loro pensiero non avendo più il quadrante su cui tracciarli. Come potessero ritornare in sé, dopo aver immerso, dal capo ai piedi, le proprie asciutte (nel senso di prosciugate) anime nell'abbondante quanto mitica figura di Benitez, del rivoluzionario, del Che Guevara del calcio, dopo che il loro eroe li aveva abbandonati portandoli improvvisamente a fare i conti con la realtà nella sua semplicità e linearità, ottimamente rappresentata dalla verace spiritualità di uno come Sarri.

lunedì 28 settembre 2015

martedì 15 settembre 2015

Il risveglio del conte Del Genio




Paolo Del Genio, quest'anno, potrebbe essere definito "il conte della critica"!
Qualcuno si chiederà perché "conte" e non "principe" visto che, di solito, è quest'ultimo l'appellativo che viene usato in senso figurato per onorare l'eccellenza di un uomo in un determinato campo.
Ho scelto il termine "conte" perché, come quel leggendario nobile della Transilvania, Del Genio è capace, dopo lunghi sonni di contemplazione acritica, di risvegliare la propria vena analitica proprio nei momenti più bui ed oscuri, quando è più difficile scorgere le cose con chiarezza.
Ma Paolo Del Genio, evidentemente, ha lo sguardo degli uccelli notturni e riesce a vedere le cose limpidamente solo quando per molti altri è complicato anche semplicemente distinguerle e non sa, invece, scorgerle nella luce del giorno, quando anche le meno distinguibili di esse appaiono ben formate e delimitate.

martedì 1 settembre 2015

L'ERRORE DI DE LAURENTIIS .....



(......e il senso di autodistruzione dei napoletani)

N.B. Un esempio di critica seria - e non di sfogo tribale - la potete trovare nell'articolo di Matteo Galdoporpora, su questo stesso blog, quì: Napoli-Sampdoria e la lunga notte del San Paolo.

L'errore di De Laurentiis (ed è il termine "errore" che si deve usare quando si fanno disamine di questo tipo e non inutiili ed insipidi improperi come "pappone"!) è quello di sempre e che, col passare del tempo, sta diventando l'ostacolo per salire l'ultimo gradino di una ascesa che, fino ad ora, è stata persino straordinaria, tenuto conto da dove si è partiti e della realtà nella quale l'imprenditore cinematografico si trova ad agire.
L'errore è quello di non comprendere che un'azienda, quando arriva a livelli d'eccellenza e ad una capacità produttiva da grande mercato, ha l'obbligo di strutturarsi in maniera tale da gestire con efficienza tutte quelle intricate situazioni economico-finaziarie e politiche che inevitabilmente si vanno determinando.
In sostanza, è necessario che De Laurentiis comprenda l'impossibilità, o quasi, di gestire una multinazionale, come è, oggi, una grande società di calcio, con metodi e filosofie da piccola e media realtà.

sabato 29 agosto 2015

NOSTALGIA (a tutti i giovani tifosi del Napoli)


NOSTALGIA

Ricordo, come se si trattasse dei giorni scorsi, per quella misteriosa capacità di risentire le sensazioni e i profumi di un tempo attraverso quel meravigloso sentimento chiamato nostalgia, di quelle Domeniche di decenni fa, quando l'attesa per la partita del Napoli coincideva con quella per la Domenica. D'altra parte il pallone era un tutt'uno con la rituale giornata di festa. Il legame appariva così inscindibile che ciascuna delle due circostanze ricordava la presenza dell'altra. Ogni cosa, in realtà, pur nella sua particolarità, sembrava concorrere ad un un unico profumo, di una intensità inspegabile, come quello del ragù. Quest'ultima pietanza, nella sua capacità di produrre un odore tanto originale da un insieme di elementi variegati, sembrava rappresentare una metafora poetica di quella mistica unione che andava realizzandosi fin dalle prime ore del mattino. Il ragù ha sempre avuto qualcosa del fuoco eracliteo!

martedì 25 agosto 2015

La vile vendetta di Paolo Del Genio


L'approccio di Paolo Del Genio all'era Sarri è radicalmente opposto a quello avuto dal giornalista-tifoso nei confronti di Benitez: di pregiudiziale quanto indisponente accondiscendenza acritica verso lo spagnolo e di analtico furore nei confronti di Sarri.
Questo secondo atteggiamento sarebbe giornalisticamente ineccepibile e da apprezzare se venisse onestamente e coerentemente applicato in tutti i casi, ma, come ho appena messo in rilievo, non è così!

Avevo già ironicamente espresso, alcuni mesi fa, in un mio scritto sul blog intitolato "Paolo Del Genio, Carlo alvino e la setta del torchio", quell'accondiscendenza, ai limiti dell'idolatria, che carratterizzava il compotamento di Paolo Del Genio rispetto a Benitez.

lunedì 24 agosto 2015

Sarri è un progetto, non una partita!


Ascoltando vari pareri di giornalisti, opinionisti e addetti ai lavori, dopo la sconfitta del Napoli contro il Sassuolo, mi è sembrato che non si sia tenuto molto fede a quell'idea, più volte espressa e ribadita, secondo la quale si sarebbe dovuto dare tempo a Sarri perché potesse inculcare alla squadra la sua impronta di gioco e cominciare a raggiungere risultati positivi in maniera duratura e non occasionale, come si conviene ad un grande e moderno club che abbia un progetto tattico forte e ben definito.
Ho l'impressione, insomma (un'impressione che si avvicina alla certezza) che in molti si siano semplicemente riempiti la bocca di quelle chiacchiere estive che sono ben lontane dai concetti filosofici e logici tipci delle stagioni più dedite alla riflessione. Mi sembra, in pratica, che si sia parlato più per convenzione che per convinzione, più per frasi fatte che dopo ragionamenti ben delineati.
Sarri è un progetto, non una partitia di calcio, come ho intitolato in questo mio scritto.

domenica 23 agosto 2015

Parte l'avventura del nuovo Napoli!

Si parte per la nuova avventura!

Forza ragazzi!



Giuseppe Albano



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sabato 11 luglio 2015

Da Dimaro, le prime dichiarazioni di Sarri


De Laurentiis mi fa un cenno; io mi avvicino e lui mi invita a seguirlo fino a quando arriviamo in un angolo semisperduto di Dimaro. Mi viene quasi paura; poi, ecco apparire Sarri!

Napolintesta: Benvenuto a Napoli, mister Sarri, sebbene ora ci troviamo a Dimaro! comprendo che questo sia l'ennesimo benvenuto per lei, ma è la prima volta che ci incontriamo!

Sarri: Grazie per il benvenuto! in effetti, da quando sono approdato al Napoli, ho ricevuto una miriade di benvenuti, ma è risaputo il calore dei napoletani; comunque, mi fa piacere!

Napolintesta: Scusi se inizio con una considerazione non tecnico-tattica. Nelle ultime settimane le è stata mossa l'accusa di essere un aziendalista, sono curioso di conoscere la sua opinione in merito.

Sarri: Io, sinceramente, non comprendo il senso di questa accusa. Se per aziendalista si intende un dipendente di un'azienda che segua le linee programmatiche della stessa, non vedo come questo possa essere visto come un fatto discutibile.

martedì 7 luglio 2015

C'era una volta il giornalismo


Istigato dal mio amico su Facebook, Beppe Moreno, ho deciso di raccontare sul mio blog un antico quanto rusticano duello che vide protagonisti due giovanissimi Carlo Alvino e Paolo Del Genio, con la partecipazione straordinaria (e non nelle vesti di giudice!) di Francesco Pezzella.
Ho preso spunto da questo mio ricordo per sottolineare, in un preambolo al racconto, quanto fosse più umanamente genuino il giornalismo di una volta, sebbene più provinciale, rispetto a quello attuale popolato da una massa di arroganti che si illudono, con internet, di aver conquistato il mondo e la libertà quando, in realtà, sono ancora lontanissimi dall'aver conquistato se stessi.
*Essendo stato spinto da Beppe Moreno a scrivere questo articolo, io, come direbbe il mitico Totò, "non mi assumo nessuna responsabilità! ......io sono di passaggio!"

Quando il territorio mediatico-sportivo non era ancora stato spartito tra le attuali multinazionali, come Sky e Mediaset, esso era assimilabile a quello del continente americano all'inizio dell'era pionieristica. Ciascuno si sentiva in diritto di attribuirsi conquiste e domini lì dove si era entrati per primi.

sabato 4 luglio 2015

Gianluca Monti, il quaquaraquà della democrazia


Ci risiamo, è accaduto di nuovo!
Ancora un gesto di piccola intolleranza giornalistica su facebok e questa volta ad essere protagonista è un "campione" della democrazia napoletana. Quì si fa riferimento, infatti, ad uno che non si accontenta di parlare della democrazia al dettaglio ma della democrazia come "senso della democrazia"; quì si va sull'aziendale, sulla fonte del prodotto; si va, cioè, sul filosofico e sullo scientifico!
Ma la realtà, come si sa, si mostra alquanto diversa quando si passa dalle parole ai fatti, soprattutto quando ci si trova di fronte a quelli che si autocelebrano come alfieri di una virtù.
A Napoli si dice: "nce stann uommene, uommenicchie, uommenone e quaquaraquà". Gianluca Monti rientra nella categoria più fatua, la meno significante, quella dei quaquaraquà"!

venerdì 26 giugno 2015

Oppositori di De Laurentiis, comm ve schif! ....nun tenit manc 'nu neuron ncap!


Noi tifosi del Napoli dovremmo essere enormemente grati a De Laurentiis per quella fierezza, in noi ormai desueta, con la quale si oppone alla logica colonizzatrice del nord che, nel calcio, si manifesta con l'idea che i nostri fuoriclasse dovrebbero essere ceduti a cifre abbordabili, quasi come per una forma di cortesia verso chi ci ritiene degli ospiti o, peggio ancora, per un dovere nei confronti chi ci considera dei mantenuti.
E quella fierezza è tanto nobile e solida - e non puramente e sterilmente retorica - perché sostanziata da un agire imprenditoriale che rappresenta un'avanguardia ed un esempio di managerialità impeccabile persino per l'avanzato settentrione.

martedì 23 giugno 2015

Il giornalista condottiero


Mi chiedo se sia diventato così difficile fare il giornalista in quest'epoca, alludendo a quella sempre più palese incapacità di adeguarsi all'elemento che maggiormente caratterizza questa professione, se non a rappresentare un tutt'uno con essa, ovvero la capacità d'analisi.
Cresce sempre più il numero di quei giornalisti, sulla scia invero di una tendenza generale, che partono, in merito ad una determinata questione, da un assioma generale da cui fanno derivare le proprie deduzioni su tutti gli accadimenti. In merito alle vicende del calcio Napoli, dalle quali ho preso spunto per questo mio scritto, noto il radicarsi di posizioni precostituite, per non parlare di veri e propri pregiudizi, che inducono tanti soggetti, di fronte alle varie vicende che richiederebbero specifiche chiavi interpretative, a fare delle autentiche acrobazie dialettiche allo scopo di rendere i tratti di quelle vicende stesse il più conformi possibile ai loro teoremi di partenza. Quelli, ad esempio, che partono dall'assioma che De Laurentiis sia un semplice amministratore di risorse e con scarse capacità imprenditoriali - premessa che potrebbe anche essere stata induttivamente e con un certo grado d'approssimazione al vero determinata da un modo di fare del presidente -, finiscono per collocare nel calderone dell'immobilismo economico-finanziario anche quelle iniziative che vanno palesemente in un altro senso. La cosa inversa accade, invece, in merito a coloro che partono dalla premessa opposta. Potrei fare tanti esempi simili a questo parlando di calciatori, allenatori e così via.

giovedì 18 giugno 2015

Per una pace tra Umberto Chiariello, Carlo Alvino e Paolo Del Genio


Non so cosa Umberto Chiariello abbia fatto a Carlo Alvino e Paolo Del Genio; non so cosa Carlo Alvino e Paolo Del Genio abbiano fatto ad Umberto Chiariello; so solo quello che questi tre hanno fatto a me: come direbbe Immanuel Kant, nella sua Critica della ragion pura, 'na uallera a pizzaiuola!
Non se ne può più di questa diatriba mediatica alla quale, peraltro, si sono accodati tanti tifosi, spartendosi secondo una sterile faziosità che ricorda la politichetta italiana. Evidentemente, quello di noi italiani, è proprio un vizio!

martedì 16 giugno 2015

Il piccolo Sarri a scuola dai professori napoletani


E' stato già preallertato "telefono azzurro";alla Sciarelli è stato inviato un preavviso di scomparsa, con tutti i connotati fisici necessari per l'eventuale tentativo di ritrovamento; i "professori" di Castel Volturno hanno ricevuto una notifica dal provveditorato agli studi in cui li si esorta ad assumere un atteggiamento particolarmente affettuoso verso il bambino che ha mostrato, fino ad ora, una tale timidezza da preoccupare seriamente in relazione al suo sviluppo psichico. A tal proposito, si è scelto di inserirlo, all'inizio, in un gruppo di soli maschi e con una indole non eccessivamente vivace per non turbare la sua stabilità attuale e allo scopo di promuoverne un'evoluzione caratteriale graduale.

venerdì 12 giugno 2015

Sarri, il comunista napoletano


E' da un decennio che non vado più a votare per l'assenza di un partito comunista. E' vero, ci sono stati, in questi anni, tanti movimenti recanti quell'appellativo, ma il loro muoversi è stato così repentino che sono spariti dalla mia vista prima ancora che io potessi riuscire a ben identificarli o, quantomeno, ad immaginare di dare loro un senso che, in realtà, non avevano per niente. Si è trattato dei soliti borghesi, figli di papà borghesi, sfaccendati ed inutili nel loro apparente evolversi e mutare, che si sono voluti distrarre per qualche periodo. Parliamo di episodi di cronaca, non certo di eventi storici. La storia richiede uomini seri, forti e duraturi, nel pensiero come nell'agire.

giovedì 11 giugno 2015

De Laurentiis indispone per la sua napoletanità


In questi giorni, molti tifosi si stanno chiedendo, con aria stupefatta e con quel solito spirito di avversione nei confronti di De Laurentiis, come mai il presidente del calcio Napoli non smentisca quelle notizie - che appaiono più delle insinuazioni - secondo cui ci sarebbe stato un suo ripensamento sulla scelta di Sarri come allenatore. Questo silenzio appare ancor più inverosimile ed indisponente per il fatto che quelle voci pongono la sua figura nella poco accattivante luce della meschinità. Sarebbe, infatti, davvero deprimente, sotto il profilo umano, un tale comportamento nei confronti di colui che è stato già designato e delineato come un'icona dell'umiltà, del lavoro e dell'umano sentire; in parole povere un uomo buono, in contrapposizione a quella che, sulla terra, sarebbe la rappresentazione inversa, quella della miseria umana, in parole semplici un uomo cattivo.

martedì 2 giugno 2015

Bruno Pesaola, un uomo con la maglia azzurra


L'immensa quanto leggera figura umana di Pesaola si staglia sullo sfondo del mondo calcistico a rappresentare un'icona di quella cultura calcistica che sta sbiadendo agli occhi dell'insipienza contemporanea, così come tutto ciò che porti il segno della vitalità.
Rispetto a quel disumanizzante ed insipido "conta solo la maglia", la storia e il ricordo del Petisso rappresentano contestualmente un'obiezione e una grande lezione di autentica umanità. Temo, tuttavia, che esse avranno una durata breve in questo nostro scenario retoricamente già predefinito, scandito dai tempi e dagli spazi accordati da quella generale ipocrisia tipica di un mondo diventato alienato.

venerdì 22 maggio 2015

Ieri notte, Gianni Ambrosino si è gettato in mare


Ieri sera, o sarebbe meglio dire ieri notte, considerato che l'orologio si approssimava alla fine del suo giornaliero percorso, uno strano individuo è stato avvistato mentre camminava per la storica via Toledo. Ad onor del vero, il termine "camminare" non è quello che meglio rappresenti l'incedere quasi ultraterreno che caratterizzava il passo di quell'uomo. D'altra parte, non c'è stato nulla, nei modi e nel palesarsi che l'hanno visto protagonista, che possa essere riconducibile all'umano. In tutto questo mio breve racconto mi sforzerò di trovare espressioni che in un certo modo possano tradurre in qualcosa di comprensibilmente terreno e avvicinabile alle leggi della natura, ciò che palesemente è andato oltre.

mercoledì 20 maggio 2015

La Juventus indice il concorso "offenditi tu stesso" riservato ai soli napoletani e campani che tifano bianconero


Si avvicina un momento importante per noi tifosi del Napoli, ma ancor più importante per quei napoletani che tifano per la Juventus. E non alludo, per i partenopei bianconeri, alle imminenti finali di Coppa Italia e Champions League in sé, ma al fatto che, nell'eventualità di una vittoria della loro squadra in quei due trofei, essi potranno finalmente dirimere il dubbio circa la propria natura di "melmosi" o "merdosi".
I loro beniamini, infatti, dopo essersi scusati per il cattivo audio della registrazione in merito ai festeggiamenti per il raggiungimento della finale di Coppa Campioni in cui non si sentiva in maniera chiara l'appellativo con cui definivano l'essenza dei loro fan del territorio campano, si sono ripromessi, questa volta, di essere inequivocabili e non soggetti a varie interpretazioni.

martedì 19 maggio 2015

Scommesse sul calcio dilettantistico: altro patto stato-mafie



Quando, alcuni mesi fa, venni a conoscenza della decisione dello stato italiano, attraverso la sua ramificazione sportiva, di allargare il mondo delle scommesse anche ai dilettanti, esclamai, dentro me, che mi trovavo di fronte ad un nuovo patto tra lo stato e le mafie, dopo i tanti già scoperti recentemente come, ad esempio, quello che ha permesso, per mezzo secolo, il sotterramento di tonnellate di rifiuti tossici e radioattivi nelle ricche e meravigliose terre della Campania, allo scopo di alleggerire i costi che uno smaltimento legale avrebbe comportato per le aziende del nord. Si sa che la camorra offre allo stato formule economiche convenienti per svolgere varie faccende, non dovendo fare i conti con lo stato stesso e le sue leggi!

venerdì 15 maggio 2015

Ma i tifosi del Napoli meritano questo Napoli?!


Questo mio scritto prende spunto da quello che ho sentito, oggi pomeriggio, in una nota trasmissione sportiva di Mediaset all'interno di un servizio dedicato allo sfogo dei tifosi del Napoli all'indomani della eliminazione in Europa League, con le solite rituali interviste a vari cittadini per le vie davanti al mare e alle pasticcerie, in cui uno di questi appassionati dei colori azzurri ha affermato che quelli del Napoli sarebbero dei mezzi calciatori, dei campioni solo presunti, dei pompati. In parole povere, non sarebbero degni di rappresentare la tifoseria napoletana e l'intera città.

giovedì 14 maggio 2015

Una strana partita di poker 2 - il patto


*Scrissi questo racconto, che pubblicai nel forum Tifosi del Napoli, alcuni mesi fa. E se stesse accadendo proprio questo?!

La sedia a dondolo sulla quale beatamente Dellanstone si crogiolava all'ombra riposante della facciata del saloon, sembrava muoversi per forza di inerzia più che per la spinta del vecchio bounty killer al punto da far pensare che, per qualche strano prodigio, la nota legge del secondo principio della termodinamica avesse fatto posto al moto perpetuo!
Anche il vento che, nel silenzio della città di Neapolis, interloquiva con il mondo circostante appariva come se nascesse dalle cose piuttosto che spingersi su quelle.

mercoledì 13 maggio 2015

Cosa ci ha dato Benitez?


Siamo alla vigilia della decisione di Benitez sulla sua eventuale permanenza a Napoli e, considerata la straordinaria importanza che il calcio ha assunto nella nostra quotidianità, non è un azzardo parlare di scelta storica. L'esagerazione in merito a quest'ultima affermazione è giustificata, in parte, dalla notevole statura umana e culturale dello spagnolo in virtù della quale egli ha rappresentato, per noi napoletani, non un semplice allenatore ma una realtà con la quale ci siamo dovuti misurare, ci siamo messi in gioco, abbiamo fatto i conti; un uomo che ci ha posto di fronte alla nostra arretratezza attuale e alle nostre responsabilità, come quando ha saputo cogliere in noi quel senso di autodistruzione che ci caratterizza da tempo ormai immemorabile.

mercoledì 6 maggio 2015

IL MANIFESTO del partito del Napoli

Stamattina, uno strano individuo, spostandosi furtivamente quanto misteriosamente per le principali vie della città, distribuiva ai passanti, accompagnando il suo compito con grottesche movenze da saltimbanco, copie di un opuscolo il cui contenuto lasciava interdetti la maggior parte di coloro che lo leggevano. L'individuo, più volte inseguito, riusciva a dileguarsi con una repentinità alquanto inusuale fino a sparire apparentemente nel nulla. Alcune persone hanno testimoniato di averlo visto tuffarsi nelle acque del golfo emergendo solo di tanto in tanto.

P.S. Mi rendo conto che le frasi appena scritte, per la lora forma espressiva, possano apparire come il contenuto di un verbale dei carabinieri. In realtà, si tratta proprio del verbale redatto dall'appuntato dei carabinieri che ha raccolto le testimonianze incredule di alcuni cittadini in merito all'episodio testé citato.

Riporto integralmente sul mio blog il contenuto dell'opuscolo sequestrato dai carabinieri, declinando ogni forma di responsabilità penale.

"Se De Laurentiis fosse un industriale di una qualunque città occidentale non italiana, rappresentarlo come un esempio di oculata gestione imprenditoriale, sarebbe superfluo e stucchevole, così come lo sarebbe il fatto di indicare ad un botanico un determinato albero come esempio della specie a cui appartiene. Il punto, però, è che trattandosi di un uomo che ha scelto di operare a Napoli e in Italia, quel trittico - "oculata", "gestione" e "imprenditoriale" - assume un significato così tremendamente innovativo da fare invidia a quel ben più noto e storico trittico conosciuto come "liberté", "egalité" e "fraternité".

venerdì 24 aprile 2015

De Laurentiis ha mollato Benitez


Benitez va ripetendo da mesi, come fosse una cantilena, che il suo futuro in merito ad una sua eventuale permanenza a Napoli lo deciderà solo dopo un colloquio chiarificatore con De Laurentiis. Tuttavia, in questi ultimi giorni, si sono manifestate due varianti rispetto allo spartito originale che, attentamente interpretate, portano alla possibile conclusione che il presidente abbia mollato lo spagnolo e che quest'ultimo se ne sia accorto.

mercoledì 22 aprile 2015

Su Ibrahimovic e l'essenza del calciatore inutile


Non so quante cose vicine alla verità abbia detto Arrigo Sacchi nella sua vita - anche se quel suo continuo reiterare gli stessi pensieri, come l'ormai proverbiale "una squadra di calcio è come un'orchestra", mi fa sospettare che sarebbe alquanto semplice stilarne un elenco -, di certo una l'ha azzeccata con una precisione quasi inarrivabile: Ibrahimovic è solo un solista e, come tale, è deleterio per il gioco di una squadra.
Per l'ennesima volta, superando di gran lunga i tre indizi che, secondo un famoso detto, farebbero una prova, Ibrahimovic ha fallito l'appuntamento con una vittoria di prestigio internazionale, sebbene anche in questa stagione militasse in un club dalle potenzialità smisurate. Se un calciatore definito quasi all'unanimità un fuoriclasse assoluto non è riuscito, nella quasi totalità della sua carriera, non solo a vincere una competizione davvero importante ma neanche ad avvicinarsi ad essa, vuol dire che l'attribuzione di quell'etichetta di campione denota una scarsa comprensione del gioco del calcio, da parte dei suoi estimatori, pari a quella che lo svedese manifesta sul campo.

martedì 21 aprile 2015

Don Rafe' se ne va come un sorso di caffè


A pensarci bene, Benitez ha mantenuto quella "promessa", fatta alcune settimane fa, di annunciare, nel giorno del suo compleanno, la propria scelta in merito alla permanenza o meno sulla panchina del Napoli.
Ha mantenuto la parola alla sua maniera, a metà tra l'istrionico e il riflessivo, alla stregua di quel suo modo di interpretare il gioco del calcio sotto il profilo tattico che lascia gli osservatori alquanto incerti sul fatto di avere di fronte un "olandese" o un "italiano". Insomma, lo ha fatto intendere senza essere esplicito, lasciando lo spazio ad una possibile duplice interpretazione. Lo ha affermato secondo una logica anglosassone ma attraverso una forma teatrale italiana.

mercoledì 15 aprile 2015

Il professor Trombetti e le sue opinioni sulla matematica e sul Napoli


Provo un tale disprezzo per i baroni universitari napoletani da non resistere alla tentazione di attaccarne uno quando mi si presenta l'occasione per farlo.
Non sopporto quella oligarchia baronale che avviluppa, come una densa e tetra nebbia da racconto gotico, ogni struttura pubblica italiana; dall'università alla ricerca, dai partiti ai sindacati, dalle case librarie ai giornali, dagli istituti di credito alle agenzie delle tasse. In maniera sintetica, non sopporto quella matrice corporativistica che caratterizza il nostro paese come una realtà ancora medievale.
Nel caso del professor Trombetti, poi, mi si presenta un uomo il cui cognome istiga facilmente all'ironia evocando quella mitica scena del vagone letto in cui Totò tortura dialetticamente il quasi omonimo onorevole.

venerdì 10 aprile 2015

Paolo Del Genio, Carlo Alvino e la setta del torchio.


In età adolescenziale, quando l'io ha i suoi primi approcci con il mondo esterno, non di rado gli uomini tendono a mitizzare personaggi ed eventi della realtà proiettando su quelli le proprie paure e speranze, non avendo ancora maturato una capacità analitica che sarà protagonista in un'età più matura. Non a caso gli psicologi paragonano la psiche dell'individuo giovane a quella collettiva delle società primitive nelle quali gli uomini sono completamente orientati ad interpretare il mondo con miti e spiriti. Si tratta, in sostanza, di un processo di idealizzazione che rientra in un più generale processo di crescita di un uomo. Ma quando questo fenomeno vede coinvolti due giornalisti, come Paolo Del Genio e Carlo Alvino, la cui età si approssima ai sessant'anni, più che di un processo di crescita, è lecito parlare di “fase di rincoglionimento”! ….e una cosa del genere non è da prendere sotto gamba a maggior ragione se, come in questo caso, tali vittime di disorientamento parlano in televisione arrivando a contagiare altri individui, perché pur sempre di una “malattia” si tratta!

giovedì 9 aprile 2015

"La banda del riso" di Canale21

 
Ricordando l'espressione “banda del buco”, usata per quei rapinatori che entrano nelle banche praticando fori nei pavimenti e nelle pareti, trovo appropriata la locuzione “banda del riso” per definire quel trittico di giornalisti di Canale21 che bucano lo schermo televisivo, dopo ogni sconfitta infrasettimanale del Napoli, con i loro sguardi gioiosamente penetranti e irritanti. Si tratta, elencandoli secondo l'ordine rappresentato dall'immagine che ho postato, di Gianni Ambrosino, Francesca Fortunato e Peppe Iannicelli.
Gianni Ambrosino è il direttore del videogiornale di Canale21 e, suo malgrado, per un difetto di personale, si ritrova puntualmente a presentare le trasmissioni dedicate alle partite di coppa del Napoli in assenza di Umberto Chiariello. E' diventata proverbiale, oltre al suo sorriso sornione che esprime una sadica quanto malcelata soddisfazione per le sconfitte del Napoli, la sua atavica avversione per Marek Hamsik del quale parla male anche quando, come ieri sera, gioca bene. Non essendo pratico in materia di sadismo, non saprei come interpretare questa sua ostilità viscerale per il nostro capitano.

giovedì 2 aprile 2015

Non c'è rimedio ad Alberto Rimedio!


Anche la Rai deve essersi accorta della scarsa capacità, nel fare la telecronaca, di Alberto Rimedio, ennesima speranza di individuazione di un professionista all'altezza dei pregiati telecronisti calcistici del passato, come Bruno Pizzul, avendo deciso di accompagnarlo, in occasione del commento dell'incontro Bulgaria-Italia da un altro ex mezzo telecronista della nazionale, Stefano Bizzotto.
Alla televisione di stato, i solerti funzionari del “reparto sportivo” devono aver pensato che due mezzi telecronisti avrebbero formato un telecronista intero!

Benitez-Mazzarri: "i due pesi e le due misure" dei giornalisti



Molti lettori ricorderanno quelle manifestazioni da orgoglio ferito che animavano le performance dialettiche di tanti giornalisti napoletani allorquando si cominciò a sospettare che Mazzarri stesse attendendo la chiamata di una società più blasonata del Napoli prima di accettare la proposta di rinnovo contrattuale avanzatagli da De Laurentiis.
Alla "orgogliosa" e "nazionalistica" categoria dei giornalisti napoletani appariva concettualmente inaccettabile il fatto che un allenatore potesse considerare la panchina azzurra come una seconda scelta, se non addirittura un ripiego. Si evocavano tutte le categorie possibili ed immaginabili contro quell'atteggiamento ondivago e a difesa dell'onore ferito.

Benitez: "Napoli è autodistruttiva"


Dopo De Sanctis ed altri calciatori non napoletani che, recentemente, hanno avuto modo di approfondire la conoscenza dell'attuale psicologia del popolo partenopeo, anche Rafael Benitez ha parlato di un senso di autodistruzione che animerebbe il nostro approccio alla vità.
Le testimonianze in tal senso cominciano ad essere troppe per permetterci di fare finta di nulla o, peggio ancora, di risentirci come persone offese nella loro essenza. Quelle testimonianze vanno prese ancor più sul serio dal momento che esse vengono da donne e uomini appartenenti a realtà e culture molto diverse tra loro, come la compagna di Mertens e i già citati Benitez e De Sanctis.
Paradossalmente, sembra che la percezione di quel senso di autodistruzione, colto in noi, rappresenti ciò che lega queste diverse anime europee e che si incrociano nella nostra bella ed enigmatica città.

Dopo il "capitale", facciamoci soffiare anche il "capitano"!


Il nord ci ha tolto i capitali, il Banco di Napoli, la speranza, la dignità e, adesso, sta tentando anche di soffiarci il capitano della nostra squadra di calcio!
Sono consapevole che, in merito alla gravità, quest'ultimo furto sarebbe di gran lunga il meno inflittivo nei nostri confronti, eppure, considerandolo sotto una metafora bellica, rappresenterebbe il simbolo della sconfitta totale.
Che significato avrebbe, infatti, la circostanza che un esercito si facesse soffiare il capitano, dal nemico, durante la battaglia, se non quello della sua resa incondizionata?!

Per Antonio Corbo, Gabbiadini preludio a Mihajlovic


Antonio Corbo, noto giornalista del quotidiano "la Repubblica", dopo aver sottolineato, in maniera aforistica, che le notizie non si ottengono necessariamente attingendole in modo diretto dalle fonti, ma anche attraverso un ragionamento induttivo, ha affermato che l'acquisto di Gabbiadini potrebbe rappresentare il preludio all'ingaggio di Mihajlovic come nuovo allenatore del Napoli per la prossima stagione.

E' nato "Napolintesta"!



"Napolintesta": il doppio senso è evidente! .....il Napoli sempre nei nostri pensieri e il desiderio di vederlo in vetta, come nella bellissima immagine, sopra, relativa al trionfo di Doha. Ma, a parte i giochi di parole e le espressioni sentimentali, c'è un motivo più profondo all'origine della mia scelta.
Ho deciso di creare il blog "Napolintesta", nonostante il proliferare di siti dedicati alla nostra squadra, non solo per il piacere insito nel fatto di scrivere e rendere pubblico il proprio pensiero su una materia per la quale si prova passione, ma anche perché solitamente le testate web, dedicate alle varie squadre di calcio, si presentano, nella scelta delle varie tematiche nonché nelle forme con cui esse vengono esposte, alquanto asettiche, fredde e lontane da quell'esercizio critico che rappresenta l'unico modo di rendere viva e realmente interessante una determinata questione.
Con il blog "Napolintesta", mi propongo, altresì, come sinteticamente indicato nella breve descrizione all'interno della testata, di aiutare i tifosi del Napoli a comprendere, nella loro essenza, le vicende della società calcio Napoli attraverso la mediazione dell'analisi critica fornita dagli autori che faranno parte di questa avventura mediatica.
Contrariamente a quello che credono e affermano molti presunti "oggettivi" del mondo del calcio, che confondono l'oggettività con la mera esposizione di una notizia, si è tanto più vicino alla reale essenza di un evento quanto più si cerca, con la giusta profondità, di interpretarlo soggettivamente, essendo esso stesso permeato di quella soggettività insita negli uomini che lo hanno determinato.
Difendere i tifosi del Napoli, dunque, non significherà, in questo blog, accondiscendere alla volontà degli stessi, un veleggiare nel vento degli umori dell'opinione pubblica. Al contrario, molto spesso quella difesa si manifesterà come opposizione feroce alle banali interpretazioni che la maggioranza dei tifosi superficialmente esprime sull'onda emotiva di singoli eventi, come i risultati.
E siccome si va affermando come prassi, in seno al giornalismo calcistico, una certa promiscuità con l'opinione pubblica, il mio blog si propone anche di lottare contro questa che ritengo una degenerazione della stampa.
Non di rado, nella vita, capita che ci si debba difendere da coloro che, almeno all'apparenza, desiderano maggiormente il nostro e il loro bene.

Giuseppe Albano

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