venerdì 24 aprile 2015

De Laurentiis ha mollato Benitez


Benitez va ripetendo da mesi, come fosse una cantilena, che il suo futuro in merito ad una sua eventuale permanenza a Napoli lo deciderà solo dopo un colloquio chiarificatore con De Laurentiis. Tuttavia, in questi ultimi giorni, si sono manifestate due varianti rispetto allo spartito originale che, attentamente interpretate, portano alla possibile conclusione che il presidente abbia mollato lo spagnolo e che quest'ultimo se ne sia accorto.

mercoledì 22 aprile 2015

Su Ibrahimovic e l'essenza del calciatore inutile


Non so quante cose vicine alla verità abbia detto Arrigo Sacchi nella sua vita - anche se quel suo continuo reiterare gli stessi pensieri, come l'ormai proverbiale "una squadra di calcio è come un'orchestra", mi fa sospettare che sarebbe alquanto semplice stilarne un elenco -, di certo una l'ha azzeccata con una precisione quasi inarrivabile: Ibrahimovic è solo un solista e, come tale, è deleterio per il gioco di una squadra.
Per l'ennesima volta, superando di gran lunga i tre indizi che, secondo un famoso detto, farebbero una prova, Ibrahimovic ha fallito l'appuntamento con una vittoria di prestigio internazionale, sebbene anche in questa stagione militasse in un club dalle potenzialità smisurate. Se un calciatore definito quasi all'unanimità un fuoriclasse assoluto non è riuscito, nella quasi totalità della sua carriera, non solo a vincere una competizione davvero importante ma neanche ad avvicinarsi ad essa, vuol dire che l'attribuzione di quell'etichetta di campione denota una scarsa comprensione del gioco del calcio, da parte dei suoi estimatori, pari a quella che lo svedese manifesta sul campo.

martedì 21 aprile 2015

Don Rafe' se ne va come un sorso di caffè


A pensarci bene, Benitez ha mantenuto quella "promessa", fatta alcune settimane fa, di annunciare, nel giorno del suo compleanno, la propria scelta in merito alla permanenza o meno sulla panchina del Napoli.
Ha mantenuto la parola alla sua maniera, a metà tra l'istrionico e il riflessivo, alla stregua di quel suo modo di interpretare il gioco del calcio sotto il profilo tattico che lascia gli osservatori alquanto incerti sul fatto di avere di fronte un "olandese" o un "italiano". Insomma, lo ha fatto intendere senza essere esplicito, lasciando lo spazio ad una possibile duplice interpretazione. Lo ha affermato secondo una logica anglosassone ma attraverso una forma teatrale italiana.

mercoledì 15 aprile 2015

Il professor Trombetti e le sue opinioni sulla matematica e sul Napoli


Provo un tale disprezzo per i baroni universitari napoletani da non resistere alla tentazione di attaccarne uno quando mi si presenta l'occasione per farlo.
Non sopporto quella oligarchia baronale che avviluppa, come una densa e tetra nebbia da racconto gotico, ogni struttura pubblica italiana; dall'università alla ricerca, dai partiti ai sindacati, dalle case librarie ai giornali, dagli istituti di credito alle agenzie delle tasse. In maniera sintetica, non sopporto quella matrice corporativistica che caratterizza il nostro paese come una realtà ancora medievale.
Nel caso del professor Trombetti, poi, mi si presenta un uomo il cui cognome istiga facilmente all'ironia evocando quella mitica scena del vagone letto in cui Totò tortura dialetticamente il quasi omonimo onorevole.

venerdì 10 aprile 2015

Paolo Del Genio, Carlo Alvino e la setta del torchio.


In età adolescenziale, quando l'io ha i suoi primi approcci con il mondo esterno, non di rado gli uomini tendono a mitizzare personaggi ed eventi della realtà proiettando su quelli le proprie paure e speranze, non avendo ancora maturato una capacità analitica che sarà protagonista in un'età più matura. Non a caso gli psicologi paragonano la psiche dell'individuo giovane a quella collettiva delle società primitive nelle quali gli uomini sono completamente orientati ad interpretare il mondo con miti e spiriti. Si tratta, in sostanza, di un processo di idealizzazione che rientra in un più generale processo di crescita di un uomo. Ma quando questo fenomeno vede coinvolti due giornalisti, come Paolo Del Genio e Carlo Alvino, la cui età si approssima ai sessant'anni, più che di un processo di crescita, è lecito parlare di “fase di rincoglionimento”! ….e una cosa del genere non è da prendere sotto gamba a maggior ragione se, come in questo caso, tali vittime di disorientamento parlano in televisione arrivando a contagiare altri individui, perché pur sempre di una “malattia” si tratta!

giovedì 9 aprile 2015

"La banda del riso" di Canale21

 
Ricordando l'espressione “banda del buco”, usata per quei rapinatori che entrano nelle banche praticando fori nei pavimenti e nelle pareti, trovo appropriata la locuzione “banda del riso” per definire quel trittico di giornalisti di Canale21 che bucano lo schermo televisivo, dopo ogni sconfitta infrasettimanale del Napoli, con i loro sguardi gioiosamente penetranti e irritanti. Si tratta, elencandoli secondo l'ordine rappresentato dall'immagine che ho postato, di Gianni Ambrosino, Francesca Fortunato e Peppe Iannicelli.
Gianni Ambrosino è il direttore del videogiornale di Canale21 e, suo malgrado, per un difetto di personale, si ritrova puntualmente a presentare le trasmissioni dedicate alle partite di coppa del Napoli in assenza di Umberto Chiariello. E' diventata proverbiale, oltre al suo sorriso sornione che esprime una sadica quanto malcelata soddisfazione per le sconfitte del Napoli, la sua atavica avversione per Marek Hamsik del quale parla male anche quando, come ieri sera, gioca bene. Non essendo pratico in materia di sadismo, non saprei come interpretare questa sua ostilità viscerale per il nostro capitano.

giovedì 2 aprile 2015

Non c'è rimedio ad Alberto Rimedio!


Anche la Rai deve essersi accorta della scarsa capacità, nel fare la telecronaca, di Alberto Rimedio, ennesima speranza di individuazione di un professionista all'altezza dei pregiati telecronisti calcistici del passato, come Bruno Pizzul, avendo deciso di accompagnarlo, in occasione del commento dell'incontro Bulgaria-Italia da un altro ex mezzo telecronista della nazionale, Stefano Bizzotto.
Alla televisione di stato, i solerti funzionari del “reparto sportivo” devono aver pensato che due mezzi telecronisti avrebbero formato un telecronista intero!

Benitez-Mazzarri: "i due pesi e le due misure" dei giornalisti



Molti lettori ricorderanno quelle manifestazioni da orgoglio ferito che animavano le performance dialettiche di tanti giornalisti napoletani allorquando si cominciò a sospettare che Mazzarri stesse attendendo la chiamata di una società più blasonata del Napoli prima di accettare la proposta di rinnovo contrattuale avanzatagli da De Laurentiis.
Alla "orgogliosa" e "nazionalistica" categoria dei giornalisti napoletani appariva concettualmente inaccettabile il fatto che un allenatore potesse considerare la panchina azzurra come una seconda scelta, se non addirittura un ripiego. Si evocavano tutte le categorie possibili ed immaginabili contro quell'atteggiamento ondivago e a difesa dell'onore ferito.

Benitez: "Napoli è autodistruttiva"


Dopo De Sanctis ed altri calciatori non napoletani che, recentemente, hanno avuto modo di approfondire la conoscenza dell'attuale psicologia del popolo partenopeo, anche Rafael Benitez ha parlato di un senso di autodistruzione che animerebbe il nostro approccio alla vità.
Le testimonianze in tal senso cominciano ad essere troppe per permetterci di fare finta di nulla o, peggio ancora, di risentirci come persone offese nella loro essenza. Quelle testimonianze vanno prese ancor più sul serio dal momento che esse vengono da donne e uomini appartenenti a realtà e culture molto diverse tra loro, come la compagna di Mertens e i già citati Benitez e De Sanctis.
Paradossalmente, sembra che la percezione di quel senso di autodistruzione, colto in noi, rappresenti ciò che lega queste diverse anime europee e che si incrociano nella nostra bella ed enigmatica città.

Dopo il "capitale", facciamoci soffiare anche il "capitano"!


Il nord ci ha tolto i capitali, il Banco di Napoli, la speranza, la dignità e, adesso, sta tentando anche di soffiarci il capitano della nostra squadra di calcio!
Sono consapevole che, in merito alla gravità, quest'ultimo furto sarebbe di gran lunga il meno inflittivo nei nostri confronti, eppure, considerandolo sotto una metafora bellica, rappresenterebbe il simbolo della sconfitta totale.
Che significato avrebbe, infatti, la circostanza che un esercito si facesse soffiare il capitano, dal nemico, durante la battaglia, se non quello della sua resa incondizionata?!

Per Antonio Corbo, Gabbiadini preludio a Mihajlovic


Antonio Corbo, noto giornalista del quotidiano "la Repubblica", dopo aver sottolineato, in maniera aforistica, che le notizie non si ottengono necessariamente attingendole in modo diretto dalle fonti, ma anche attraverso un ragionamento induttivo, ha affermato che l'acquisto di Gabbiadini potrebbe rappresentare il preludio all'ingaggio di Mihajlovic come nuovo allenatore del Napoli per la prossima stagione.

E' nato "Napolintesta"!



"Napolintesta": il doppio senso è evidente! .....il Napoli sempre nei nostri pensieri e il desiderio di vederlo in vetta, come nella bellissima immagine, sopra, relativa al trionfo di Doha. Ma, a parte i giochi di parole e le espressioni sentimentali, c'è un motivo più profondo all'origine della mia scelta.
Ho deciso di creare il blog "Napolintesta", nonostante il proliferare di siti dedicati alla nostra squadra, non solo per il piacere insito nel fatto di scrivere e rendere pubblico il proprio pensiero su una materia per la quale si prova passione, ma anche perché solitamente le testate web, dedicate alle varie squadre di calcio, si presentano, nella scelta delle varie tematiche nonché nelle forme con cui esse vengono esposte, alquanto asettiche, fredde e lontane da quell'esercizio critico che rappresenta l'unico modo di rendere viva e realmente interessante una determinata questione.
Con il blog "Napolintesta", mi propongo, altresì, come sinteticamente indicato nella breve descrizione all'interno della testata, di aiutare i tifosi del Napoli a comprendere, nella loro essenza, le vicende della società calcio Napoli attraverso la mediazione dell'analisi critica fornita dagli autori che faranno parte di questa avventura mediatica.
Contrariamente a quello che credono e affermano molti presunti "oggettivi" del mondo del calcio, che confondono l'oggettività con la mera esposizione di una notizia, si è tanto più vicino alla reale essenza di un evento quanto più si cerca, con la giusta profondità, di interpretarlo soggettivamente, essendo esso stesso permeato di quella soggettività insita negli uomini che lo hanno determinato.
Difendere i tifosi del Napoli, dunque, non significherà, in questo blog, accondiscendere alla volontà degli stessi, un veleggiare nel vento degli umori dell'opinione pubblica. Al contrario, molto spesso quella difesa si manifesterà come opposizione feroce alle banali interpretazioni che la maggioranza dei tifosi superficialmente esprime sull'onda emotiva di singoli eventi, come i risultati.
E siccome si va affermando come prassi, in seno al giornalismo calcistico, una certa promiscuità con l'opinione pubblica, il mio blog si propone anche di lottare contro questa che ritengo una degenerazione della stampa.
Non di rado, nella vita, capita che ci si debba difendere da coloro che, almeno all'apparenza, desiderano maggiormente il nostro e il loro bene.

Giuseppe Albano

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