mercoledì 6 maggio 2015

IL MANIFESTO del partito del Napoli

Stamattina, uno strano individuo, spostandosi furtivamente quanto misteriosamente per le principali vie della città, distribuiva ai passanti, accompagnando il suo compito con grottesche movenze da saltimbanco, copie di un opuscolo il cui contenuto lasciava interdetti la maggior parte di coloro che lo leggevano. L'individuo, più volte inseguito, riusciva a dileguarsi con una repentinità alquanto inusuale fino a sparire apparentemente nel nulla. Alcune persone hanno testimoniato di averlo visto tuffarsi nelle acque del golfo emergendo solo di tanto in tanto.

P.S. Mi rendo conto che le frasi appena scritte, per la lora forma espressiva, possano apparire come il contenuto di un verbale dei carabinieri. In realtà, si tratta proprio del verbale redatto dall'appuntato dei carabinieri che ha raccolto le testimonianze incredule di alcuni cittadini in merito all'episodio testé citato.

Riporto integralmente sul mio blog il contenuto dell'opuscolo sequestrato dai carabinieri, declinando ogni forma di responsabilità penale.

"Se De Laurentiis fosse un industriale di una qualunque città occidentale non italiana, rappresentarlo come un esempio di oculata gestione imprenditoriale, sarebbe superfluo e stucchevole, così come lo sarebbe il fatto di indicare ad un botanico un determinato albero come esempio della specie a cui appartiene. Il punto, però, è che trattandosi di un uomo che ha scelto di operare a Napoli e in Italia, quel trittico - "oculata", "gestione" e "imprenditoriale" - assume un significato così tremendamente innovativo da fare invidia a quel ben più noto e storico trittico conosciuto come "liberté", "egalité" e "fraternité".

E non è affatto casuale che mi sia venuto in mente tale parallelo, perché nella feudale, corporativista e fascista economia italiana essere un imprenditore che agisca secondo i crismi dell'economia capitalistica assume un significato addirittura rivoluzionario. Ma prima che una rivoluzione avvenga è necessario che il popolo si accorga dei motivi del proprio stato di inferiorità e questo accade molto gradualmente, mentre ad una piccola avanguardia spetta il ruolo di abbreviare il cammino verso questa presa di coscienza. Io ed il mio fegato facciamo parte di questa avanguardia intellettuale!
Il popolo dei tifosi napoletani, che nel suo stato di ignoranza e subalternità sociale, non può essere disgiunto dal popolo napoletano, per le due ovvie circostanze che si tratta delle stesse persone e che un cittadino non può essere fesso ed ignorante in un contesto sociale e diventare furbo e consapevole entrando in un altro, è ancora passionalmente legato a delle reminiscenze ferlainiane quando, secondo molti, si dominava in Italia e in tutto il mondo. Quest'ultima considerazione assomiglia, a proposito di ignoranza, a quella che faceva Mussolini in merito ad un presunto impero italiano! ...ci tengo a sottolineare - e quì è soprattutto il mio fegato che parla - che nella statica palude di questa inconsapevolezza nuotano tanti giornalisti, sportivi e non, napoletani che, secondo una vecchia classificazione sociale, dovrebbero far parte della cosiddetta "intellighenzia cittadina"! ...lascio immaginare ai miei lettori la rimasuglia storica in cui mi trovo invischiato!
Questi popolani, miei concittadini ed ignari della vera situazione in cui vivono e delle circostanze che l'hanno determinata, non sono ancora in grado di comprendere che quella di Ferlaino e degli altri presidenti che lo precedettero fu una gestione del calcio Napoli assolutamente lontana e contrapposta a quella di una sana e progettuale politica industriale. Essa era pienamente conforme a quello stadio feudale in cui è precipitata, da secoli, la nostra antica capitale, con un "signore del castello" al centro del dominio e, tutt'intorno, le corporazioni partitiche e quelle fintamente bancarie, in un dedalo di intrallazzi politici, finanziari e altro. A completare il quadro medievale bisogna menzionare il popolo - i servi della gleba - che da tutto questo era escluso sia materialmente che a livello di consapevolezza. Il tifoso servo della gleba, come esclama un vecchio nobile interpretato da Vittorio De Sica in un famoso film comico, "viveva come in un ventre di vacca mentre il signore, dall'alto del castello, vegliava su di lui!" .....ed è normale che si vegliasse sui tifosi del Napoli considerato che dormissero profondamente!
E' quel "ventre di vacca" che molti nostalgici napoletani, ancora immersi mani e piedi nella melma medievale in cui sono precipitati da tempo immemorabile, sognano mentre dormono agitati per la paura che nessuno vegli su di loro. Ad onor del vero, la loro controparte cittadina si è ampiamente tutelata in tal senso, negli ultimi decenni, affidando il proprio sonno storico-sociale allo sguardo tenero di Berlusconi al quale, secondo me, vorrebbero di nuovo delegare i propri sogni dopo che la vecchiaia lo ha depotenziato sessualmente ed addolcito negli occhi. Ma un uomo, anche quando è inconsapevole, non ama sdoppiarsi - perché lo sdoppiarsi appartiene ai pazzi e non agli inconsapevoli - e, così, i "cittadini-tifosi" anelano ad un'unica signoria cercando, contestualmente, di rimanere sudditi del feudo italico e di cacciare l'usurpatore anglosassone.
"Via De Laurentis!", esclamano, "via questo pappone che tiene i bilanci in ordine!" ....."quando mai, in Italia, si tengono i bilanci in ordine?!" ....."conta solo vincere, soprattutto per chi ha dominato!"
Come si può pretendere che allo sguardo di questi urlatori reazionari, a cui non è riuscito di vedere il fatto che ci abbiano soffiato l'ultima banca che avevamo, e al quale sfugge finanche la circostanza ben visibile che in tutta la sua storia il Napoli abbia vinto solo due scudetti ed una coppa uefa, possa palesarsi l'innovazione politico-economica insita nella gestione di De Laurentiis, estranea a tutto quel guazzabuglio italico in mezzo al quale siamo solo sudditi e non cittadini?! Ed, invece, io lo pretendo! ......pretendo che questi dormienti, a costo di gonfiarli di urla come "imbecilli!" e "idioti!", comincino a diventare quantomeno l'embrione di quello che avrebbero il dovere, prima ancora che il diritto, di essere: "cittadini", "intelligenti" ed "uomini", ovvero, il trittico di tutti i trittici!"

Karl Alban e Friedrich Dolphin







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