venerdì 26 giugno 2015

Oppositori di De Laurentiis, comm ve schif! ....nun tenit manc 'nu neuron ncap!


Noi tifosi del Napoli dovremmo essere enormemente grati a De Laurentiis per quella fierezza, in noi ormai desueta, con la quale si oppone alla logica colonizzatrice del nord che, nel calcio, si manifesta con l'idea che i nostri fuoriclasse dovrebbero essere ceduti a cifre abbordabili, quasi come per una forma di cortesia verso chi ci ritiene degli ospiti o, peggio ancora, per un dovere nei confronti chi ci considera dei mantenuti.
E quella fierezza è tanto nobile e solida - e non puramente e sterilmente retorica - perché sostanziata da un agire imprenditoriale che rappresenta un'avanguardia ed un esempio di managerialità impeccabile persino per l'avanzato settentrione.

martedì 23 giugno 2015

Il giornalista condottiero


Mi chiedo se sia diventato così difficile fare il giornalista in quest'epoca, alludendo a quella sempre più palese incapacità di adeguarsi all'elemento che maggiormente caratterizza questa professione, se non a rappresentare un tutt'uno con essa, ovvero la capacità d'analisi.
Cresce sempre più il numero di quei giornalisti, sulla scia invero di una tendenza generale, che partono, in merito ad una determinata questione, da un assioma generale da cui fanno derivare le proprie deduzioni su tutti gli accadimenti. In merito alle vicende del calcio Napoli, dalle quali ho preso spunto per questo mio scritto, noto il radicarsi di posizioni precostituite, per non parlare di veri e propri pregiudizi, che inducono tanti soggetti, di fronte alle varie vicende che richiederebbero specifiche chiavi interpretative, a fare delle autentiche acrobazie dialettiche allo scopo di rendere i tratti di quelle vicende stesse il più conformi possibile ai loro teoremi di partenza. Quelli, ad esempio, che partono dall'assioma che De Laurentiis sia un semplice amministratore di risorse e con scarse capacità imprenditoriali - premessa che potrebbe anche essere stata induttivamente e con un certo grado d'approssimazione al vero determinata da un modo di fare del presidente -, finiscono per collocare nel calderone dell'immobilismo economico-finanziario anche quelle iniziative che vanno palesemente in un altro senso. La cosa inversa accade, invece, in merito a coloro che partono dalla premessa opposta. Potrei fare tanti esempi simili a questo parlando di calciatori, allenatori e così via.

giovedì 18 giugno 2015

Per una pace tra Umberto Chiariello, Carlo Alvino e Paolo Del Genio


Non so cosa Umberto Chiariello abbia fatto a Carlo Alvino e Paolo Del Genio; non so cosa Carlo Alvino e Paolo Del Genio abbiano fatto ad Umberto Chiariello; so solo quello che questi tre hanno fatto a me: come direbbe Immanuel Kant, nella sua Critica della ragion pura, 'na uallera a pizzaiuola!
Non se ne può più di questa diatriba mediatica alla quale, peraltro, si sono accodati tanti tifosi, spartendosi secondo una sterile faziosità che ricorda la politichetta italiana. Evidentemente, quello di noi italiani, è proprio un vizio!

martedì 16 giugno 2015

Il piccolo Sarri a scuola dai professori napoletani


E' stato già preallertato "telefono azzurro";alla Sciarelli è stato inviato un preavviso di scomparsa, con tutti i connotati fisici necessari per l'eventuale tentativo di ritrovamento; i "professori" di Castel Volturno hanno ricevuto una notifica dal provveditorato agli studi in cui li si esorta ad assumere un atteggiamento particolarmente affettuoso verso il bambino che ha mostrato, fino ad ora, una tale timidezza da preoccupare seriamente in relazione al suo sviluppo psichico. A tal proposito, si è scelto di inserirlo, all'inizio, in un gruppo di soli maschi e con una indole non eccessivamente vivace per non turbare la sua stabilità attuale e allo scopo di promuoverne un'evoluzione caratteriale graduale.

venerdì 12 giugno 2015

Sarri, il comunista napoletano


E' da un decennio che non vado più a votare per l'assenza di un partito comunista. E' vero, ci sono stati, in questi anni, tanti movimenti recanti quell'appellativo, ma il loro muoversi è stato così repentino che sono spariti dalla mia vista prima ancora che io potessi riuscire a ben identificarli o, quantomeno, ad immaginare di dare loro un senso che, in realtà, non avevano per niente. Si è trattato dei soliti borghesi, figli di papà borghesi, sfaccendati ed inutili nel loro apparente evolversi e mutare, che si sono voluti distrarre per qualche periodo. Parliamo di episodi di cronaca, non certo di eventi storici. La storia richiede uomini seri, forti e duraturi, nel pensiero come nell'agire.

giovedì 11 giugno 2015

De Laurentiis indispone per la sua napoletanità


In questi giorni, molti tifosi si stanno chiedendo, con aria stupefatta e con quel solito spirito di avversione nei confronti di De Laurentiis, come mai il presidente del calcio Napoli non smentisca quelle notizie - che appaiono più delle insinuazioni - secondo cui ci sarebbe stato un suo ripensamento sulla scelta di Sarri come allenatore. Questo silenzio appare ancor più inverosimile ed indisponente per il fatto che quelle voci pongono la sua figura nella poco accattivante luce della meschinità. Sarebbe, infatti, davvero deprimente, sotto il profilo umano, un tale comportamento nei confronti di colui che è stato già designato e delineato come un'icona dell'umiltà, del lavoro e dell'umano sentire; in parole povere un uomo buono, in contrapposizione a quella che, sulla terra, sarebbe la rappresentazione inversa, quella della miseria umana, in parole semplici un uomo cattivo.

martedì 2 giugno 2015

Bruno Pesaola, un uomo con la maglia azzurra


L'immensa quanto leggera figura umana di Pesaola si staglia sullo sfondo del mondo calcistico a rappresentare un'icona di quella cultura calcistica che sta sbiadendo agli occhi dell'insipienza contemporanea, così come tutto ciò che porti il segno della vitalità.
Rispetto a quel disumanizzante ed insipido "conta solo la maglia", la storia e il ricordo del Petisso rappresentano contestualmente un'obiezione e una grande lezione di autentica umanità. Temo, tuttavia, che esse avranno una durata breve in questo nostro scenario retoricamente già predefinito, scandito dai tempi e dagli spazi accordati da quella generale ipocrisia tipica di un mondo diventato alienato.