sabato 11 luglio 2015

Da Dimaro, le prime dichiarazioni di Sarri


De Laurentiis mi fa un cenno; io mi avvicino e lui mi invita a seguirlo fino a quando arriviamo in un angolo semisperduto di Dimaro. Mi viene quasi paura; poi, ecco apparire Sarri!

Napolintesta: Benvenuto a Napoli, mister Sarri, sebbene ora ci troviamo a Dimaro! comprendo che questo sia l'ennesimo benvenuto per lei, ma è la prima volta che ci incontriamo!

Sarri: Grazie per il benvenuto! in effetti, da quando sono approdato al Napoli, ho ricevuto una miriade di benvenuti, ma è risaputo il calore dei napoletani; comunque, mi fa piacere!

Napolintesta: Scusi se inizio con una considerazione non tecnico-tattica. Nelle ultime settimane le è stata mossa l'accusa di essere un aziendalista, sono curioso di conoscere la sua opinione in merito.

Sarri: Io, sinceramente, non comprendo il senso di questa accusa. Se per aziendalista si intende un dipendente di un'azienda che segua le linee programmatiche della stessa, non vedo come questo possa essere visto come un fatto discutibile.
Mi sembra ovvio che un uomo che lavori per un'impresa ne condivida le strategie, mi sembrerebbe strano il contrario. D'altra parte, quando il presidente De Laurentiis mi ha fatto la proposta di lavorare con lui è evidente che io l'abbia accettata solo dopo aver visionato e successivamente condiviso i suoi programmi. Quella accusa, quindi, mi sembra superflua due volte. Pretendere che io non segua la logica della società, sarebbe come aspettarsi che un dipendente di Berlusconi progettasse di realizzare, su mediaset, un canale televisivo interamente dedicato alla storia e alle idee del comunismo!

Napolintsta: Si dice e si teme che lei, venendo dalla provincia, abbia una mentaltà ristretta per una metropoli come Napoli e che il suo orizzonte limitato possa, alla lunga, nuocere ad una piazza dalle vedute ampie e dalle enormi pretese. Si teme, in sostanza, che lei possa non reggere la pressione dell'ambiente e che l'ambiente stesso, a sua volta, possa rigettare un modo di fare eventualmente troppo provinciale.

Sarri: Se per provinciale si intende il fatto che io venga dalla provincia, è indiscutibile. Se si intende che io creda in certi valori, come la cultura del lavoro, che stanno scomparendo, pure mi ci ritrovo. Ma se per provinciale si vuole far credere che io abbia una mentalità ristretta, ci si sbaglia di grosso. Io sono un uomo dalle ampie vedute, di una certa cultura, come d'altra parte testimonia il mio modo di intendere il calcio da un punto di vista tattico che è molto vicino a quello di Sacchi e, quindi, ad un concetto di gioco internazionale.

Napolintesta: A proposito di tattica, passo subito a farle domande che siano più conformi al suo ruolo nel Napoli, quello di allenatore. La prima è questa: si è avvertito, negli ultimi giorni, ascoltando alcune dichiarazioni sue e del direttore sportivo Giuntoli, che lei, almeno inizialmente, non proporrà il suo 4-3-1-2 ma andrà verso un 4-3-3; è vero o si tratta di un eccesso di interpretazione in un determinato senso?

Sarri: In effetti, dal mio arrivo a Napoli, ho riflettuto molto sulla rosa attuale e sulle caratteristiche dei singoli calciatori. Io, sebbene abbia una filosofia di gioco, non amo andare in contrasto con i calciatori, sarebbe controproducente per loro e, conseguentemente, per me. Ecco, quindi, che io, nella mia carriera, ho sempre studiato variabili tattiche con cui esprimere la mia idea di fondo del calcio. Considerato che alcuni notevoli attaccanti della rosa amano agire sugli esterni, abbiamo deciso di non depauperarne il valore ma, al contrario, di esaltarlo.

Napolintesta: Lei ha appena usato la prima persona plurale, "noi". E' proprio questo un altro tema di discussione in questi ultimi giorni. Si pensa - anche da quì derivava quell'accusa di "aziendalista" - che lei si sia subito fatto imporre una scelta tattica dal direttore sportivo, mostrando una eccessiva accondiscendenza e manifestando subito quella poca personalità che è alla base di quell'altra accusa che prima le ho ricordato, di non reggere, cioè, l'impatto con una realtà molto più grande di quella empolese.

Sarri: Anche queste considerazioni non hano né capo, né coda! E' assolutamente normale e proficuo che un allenatore si confronti con il suo direttore sportivo, a maggior ragione se si pensa che rappresenta l'uomo del mercato. Il nostro confronto è e sarà sempre continuo, ma non c'è e non ci sarà mai alcuna imposizione da questo punto di vista.

Napolintesta: Una delle controversie più grandi, se non la maggiore, nell'era Benitez, è stata quella della posizione di Hamsik in campo e, più in generale, del suo ruolo all'interno del progetto Napoli. Hamsik rappresenta il decano del Napoli di De Laurentiis, il simbolo, ed è, per certi versi, il "cocco" del presidente. Come pensa si evolverà, sotto la sua guida, questa situazione?

Sarri: Anche quì, non vedo un problema, forse sono troppo ottimista ma, davvero, non riesco a vedere nulla di controproducente. Hamsik è un calciatore di valore assoluto e, con la fiducia giusta, potrà dare ancora tanto al Napoli. Anzi, per calciatori del suo ruolo, quello di centrocampista, l'età a cui è arrivato adesso è quella in cui si raggiunge la piena maturità. Un esempio emblematico è Pirlo. Anzi, questo calciatore rappresenta un tale esempio ben due volte. La prima volta quando, dopo essere stato scaricato dall'Inter, fu rivalutato da Ancelotti, nel Milan, che gli diede fiducia e il giusto ruolo. La seconda volta quando, dopo essere stato ritenuto finito dallo stesso Milan, è ritornato alla grande nella Juventus sotto la guida di Conte. Hamsik non è un calciatore di impeto, ma di riflessione e, quindi, ha bisogno di sentirsi rispettato nei suoi tempi di gioco - che sono anche rapidissimi, di pensiero -. A volte, un giocatore brevilineo e d'istinto può sopperire più facilmente, ma solo nell'apparenza, ad una mancanza di gioco.

Napolintesta: Mi permetta una domanda che rappresenta piuttosto una curiosità. Come ha trovato De Laurentiis, come persona intendo, non come imprenditore?

Sarri: De Laurentiis è un uomo di forte personalità, ma questo è scontato, visto il "mestiere" che si è scelto. Quello che mi ha colpito maggiormente è il suo decisionismo, ho avuto subito l'impressione di un uomo che va dritto per la sua strada, che non si lascia influenzare né dagli altri né da se stesso, dai suoi dubbi.

Napolintesta: Mi permetta di osservare che parte di questo quadro da lei delineato non si concilia molto con la titubanza manifestata dal presidente nell'ingaggiarla. E' sembrato fin troppo dubbioso sino all'ultimo momento.

Sarri: Io non ho detto che il presdente non cambi idea, nè che non lo faccia anche da un momento all'altro, ma solo che, una volta scelto, anche all'ultimo minuto, va dritto e avanti con convinzione incredibile; una convinzione che dà fiducia anche a chi lavora con lui.

Napolintesta: Ho trovato molto esaustive le sue risposte. La ringrazio per la sua pazienza e disponibilità.

Sarri: Anche io ringrazio lei e, per Napolintesta, sarò sempre a disposizione per tutti i charimenti che vorrete.

Napolintesta: Grazie ancora, mister Sarri e buon lavoro!

Sarri: Grazie a voi e altrettanto buon lavoro!


Per Napolintesta, Giuseppe Albano

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