sabato 4 luglio 2015

Gianluca Monti, il quaquaraquà della democrazia


Ci risiamo, è accaduto di nuovo!
Ancora un gesto di piccola intolleranza giornalistica su facebok e questa volta ad essere protagonista è un "campione" della democrazia napoletana. Quì si fa riferimento, infatti, ad uno che non si accontenta di parlare della democrazia al dettaglio ma della democrazia come "senso della democrazia"; quì si va sull'aziendale, sulla fonte del prodotto; si va, cioè, sul filosofico e sullo scientifico!
Ma la realtà, come si sa, si mostra alquanto diversa quando si passa dalle parole ai fatti, soprattutto quando ci si trova di fronte a quelli che si autocelebrano come alfieri di una virtù.
A Napoli si dice: "nce stann uommene, uommenicchie, uommenone e quaquaraquà". Gianluca Monti rientra nella categoria più fatua, la meno significante, quella dei quaquaraquà"!

E' successo che, stanotte - i lunghi coltelli si sguainano, furtivi, sempre nel buio -, il noto giornalista Gianluca Monti mi ha cacciato dalle sue "amicizie" perché, all'interno di un suo post in cui si faceva riferimento al comunicato dell'unione stampa napoletana contro la scelta della società Calcio Napoli di organizzare le presentazioni di Maurizio Sarri secondo modalità diverse dal solito e che prevedono una scrematura negli inviti alle testate giornalistiche, stavo cercando, con argmentazioni sane e civili, di aiutare alcuni utenti, fuorviati dal contenuto del comunicato dell'Ussi, a comprendere come il Calcio Napoli non avesse fatto nulla di eticamente e legalmente sbagliato. Stavo facendo, io che non sono giornalista, informazione allo scopo di chiarire la verità dei fatti, secondo quelle categorie della verità e della libertà di espressione "tanto care" ai giornalisti napoletani, come si evince da quello stesso comunicato a cui ho accennato.
In risposta a questo mio atto di libertà e di democraticità, il noto giornalista Gianluca Monti, noto soprattutto per i suoi "pistolotti filosofici" contro De Laurentiis e la sua presunta intolleranza verso quella parte della stampa non accondiscendente, ha deciso di "vaporizzarmi", tanto per ricordare una famosa espressione di Orwell nel suo, come si vede sempre attualissimo, romanzo "1984".
Gianluca Monti, dunque, è un paladino della libertà di parola, a patto che quella "parola" sia la sua! .....è un guerriero in difesa della libertà di informazione, sempre intendendosi per informazione quello che vuole lui, che può essere anche disinformazione!
In sostanza, sono stato "vaporizzato" da questo "quaquaraquà" perché stavo spiegando all'utenza di facebook che il Napoli società, nella persona del presidente Aurelio De Laurentiis, aveva scelto semplicemente di adeguarsi a quelle modalità di rapportarsi alla stampa che vedono protagoniste, già da anni, le altre grandi del nostro calcio. Nulla di eticamente insano o, addirittura, di legalmente dubbio. Qualunque azienda privata, infatti, può scegliere di organizzare i propri eventi come meglio crede opportuno e di renderli pubblici attraverso la mediazine di determinati organi di stampa e con modalità conformi alla nuove esigenze mediatiche ed economiche. Quel cominuicato dell'Ussi, dunque, nell'attribuire a De Laurentiis una sorta di attentato alla libertà di stampa e alla difesa della "verità", ha compiuto proprio quello che imputa al presidente del Napoli: un attentato alla verità, ad un criterio sano di informazione, alla libertà di parola e di stampa. Un comunicato che potremmo definire "tautologico" che, in filosofia, si dice di un ragionamento attraverso il quale si cerca di arrivare ad un contenuto che, in realtà, esiste già nella premessa. In termini popolani: un cane che si morde la coda!
Nell'ambito di quel mondo "libertario" da me messo in evidenza, il quaquaraquà Gianluca Monti è un degno rappresentante della carta stampata e della "libertà di parola". Sono curioso di assistere alle prossime performance a favore della libertà di stampa di questo grande "campione di democraticità", sopratutto in riferimento alle presunte intolleranze ed illibertà del caro Aurelio De Laurentiis!

Giuseppe Albano


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