martedì 25 agosto 2015

La vile vendetta di Paolo Del Genio


L'approccio di Paolo Del Genio all'era Sarri è radicalmente opposto a quello avuto dal giornalista-tifoso nei confronti di Benitez: di pregiudiziale quanto indisponente accondiscendenza acritica verso lo spagnolo e di analtico furore nei confronti di Sarri.
Questo secondo atteggiamento sarebbe giornalisticamente ineccepibile e da apprezzare se venisse onestamente e coerentemente applicato in tutti i casi, ma, come ho appena messo in rilievo, non è così!

Avevo già ironicamente espresso, alcuni mesi fa, in un mio scritto sul blog intitolato "Paolo Del Genio, Carlo alvino e la setta del torchio", quell'accondiscendenza, ai limiti dell'idolatria, che carratterizzava il compotamento di Paolo Del Genio rispetto a Benitez.
Una parossistica quanto grottesca difesa su tutti i fronti, pronta a parare ogni tipo di giusta osservazione critica rovesciandola nel suo opposto. Se un telespettatore faceva notare la debolezza di un centrocampo "a due", considerati gli interpreti del Napoli, lui arrivava a sostenere una sostanziale uguaglianza teorica tra il centrocampo con tre uomini e quello con due. Se qualcun'altro rimproverava allo spagnolo la posizione sbagliata di Hamsik, lui ribatteva che quello fosse il suo vero ruolo e che non fossero vere le difficoltà dello slovacco nel giocare spalle alla porta, nonostante la sua natura di centrocampista. Il culmine, però, il giornalista-tifoso (tifoso di Benitez) lo raggiungeva quando, con una faccia tosta ormai proverbiale, arrivava a negare i palesi difetti difensivi del Napoli stravolgendo, da un punto di vista logico, alcune statistiche della lega, leggendo i numeri in maniera tale da far apparire quella del Napoli come una delle migliori fasi difensive della serie A. Aggiungi a tutto ciò quella cosa che ho ancora in gola: la proposta di cedere la nostra icona, il nostro capitano, già nel mercato di Gennaio, come si trattase di una pezza da piedi! ....farlo andare via di notte, come un ladro! ....e tutto ciò per dare ragione e sfogo alla sua idolatria verso Benitez!
Ma, nella sua ingenuità, il giornalista-tifoso, a fine stagione, in diretta televisiva, ha fatto comprendere uno dei motivi per cui fosse così legato a Benitez, affermando che dall'entourage dello spagnolo gli arrivavano notizie fresche. Una circostanza, questa, che rientrava in una più generale disponibilità dello spagnolo ad accettare un rapporto fin troppo amichevole con lui, fino a darsi del "tu", secondo un'insana abitudine che si è diffusa negli ultimi anni e che rappresenta uno dei maggiori difetti di certa critica giornalistica: il non saper mantenere un certo distacco dalla realtà che si intende analizzare. In poche parole, per chi non lo avesse capito, stiamo parlando, né più né meno, che di volgari "comunelle"! ....a questo siamo ridotti, a Napoli, anche nel calcio!
Con Sarri, invece, è tornato (sarebbe tornato) il vero giornalista, con l'atteggiamento e il piglio tipici di chi voglia fregiarsi di tale appellativo. Tutto d'un tratto, quell'indisponente accondiscendenza, quel servilismo da cortigiano, quell'idolatria di fronte ad un totem, si sono trasformati nel loro opposto: senso analitico, freddo e scientifico distacco dalla materia (Sarri) da esaminare e approccio alla pari con chi gli è davanti!
E' bastata la prima sconfitta, una sola partita, per risvegliare, in Del Genio, tutto l'armamentario critico che aveva messo in deposito nella "pacifica" era rafaelitica! .....adesso, già da subito, non si perdona nulla, non si ammettono errori, non si fanno crediti, non c'è tempo da perdere, l'attesa non esiste! - eh! ...già!....in tempo di "guerra" non ci si può permettere tali tentennamenti!
Come si spiega tutto questo?! ....Non siate ingenui!
Questo ribaltamento di carattere e rovesciamento psicologico non può essere spiegato solo con un diverso grado di simpatia nei confronti dei due uomini da parte di Del Genio, sebbene io abbia, fino ad ora, messo in rilievo questa circostanza che pure ha il suo fondamento e la sua importanza. C'è qualcosa di più radicale, di più nascosto, di più autenticamente psicologico, dietro quest'ambivalenza di sentimenti, come in tutte le ambivalenze di sentimenti.
A me, caro Del Genio, non mi fai fesso! ....sono troppo napoletano!
Sappiate, miei lettori, che dietro questo "ritrovato" atteggiamento freddamente critico, si nasconde una vile vendetta, covata per mesi e nascosta, come si fa con la polvere, sotto il tappeto della finta umiltà.
Alludo a quel desiderio di poter dire "avevo ragione io su Benitez", artatamente nascosto in quel "io sono pronto ad ammettere di avere avuto torto sullo spagnolo, se i fatti mi diranno il contrario"!
Non siate ingenui, non siate napoletani degli ultimi tempi, fate sfoggio della vostra inteririotà greca!
Del Genio non aspetta altro, con un ghigno che si manifesta non solo sul viso ma su tutto il corpo, come l'aprirsi di tanti piccoli vulcani in eruzione, di poter gridare al mondo intero: "avevo ragione io"! - Non aspetta altro di compiere la sua covata vendetta!
Povero Sarri! ....dove sei capitato!
E così, credetemi, anche se ciò potrà suonare grottesco e allo stesso tempo orribile alle vostre orecchie! ...quest'anno non dovremo lottare solo contro quella parte di stampa antiaureliana che Del Genio poneva giustamente in rilievo, ma paradossalmente anche contro lo stesso Del Genio e tutti quelli che, fino a poco tempo fa, facevano fronte comune a favore del Napoli: gli ex rafaeliti!
Ma questa volta - fate bene attenzione quì! - il nemico è più pericoloso: si tratta, infatti, di un nemico che non sa di essere tale, perché lo è nell'inconscio!
A Napoli, ormai, da tempo, non si fa più giornalismo, ma guerra giornalistica! ....e, peggio ancora, questo accade, spesse volte, nell'inconsapevolezza dei competitori! ....una autentica nevrosi di massa!

Forza Sarri, forza Napoli!

Giuseppe Albano

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