sabato 29 agosto 2015

NOSTALGIA (a tutti i giovani tifosi del Napoli)


NOSTALGIA

Ricordo, come se si trattasse dei giorni scorsi, per quella misteriosa capacità di risentire le sensazioni e i profumi di un tempo attraverso quel meravigloso sentimento chiamato nostalgia, di quelle Domeniche di decenni fa, quando l'attesa per la partita del Napoli coincideva con quella per la Domenica. D'altra parte il pallone era un tutt'uno con la rituale giornata di festa. Il legame appariva così inscindibile che ciascuna delle due circostanze ricordava la presenza dell'altra. Ogni cosa, in realtà, pur nella sua particolarità, sembrava concorrere ad un un unico profumo, di una intensità inspegabile, come quello del ragù. Quest'ultima pietanza, nella sua capacità di produrre un odore tanto originale da un insieme di elementi variegati, sembrava rappresentare una metafora poetica di quella mistica unione che andava realizzandosi fin dalle prime ore del mattino. Il ragù ha sempre avuto qualcosa del fuoco eracliteo!

Il Napoli, quello che gli sarebbe successo, i sentimenti che avremmo potuto provare la sera, si insinuava dappertutto, come tra i "bancarielli" di quelli che vendevano le "nocelline americane" e quelli dipinti di giallo dei rivenditori di lupini. Tanti uscivano dalle pasticcerie con il pacco di dolci in mano. La gente si guardava, si respirava, cercava di sentire il sentire degli altri. Non si trattava di "'nciuci" ma di condivisione umana.
Andando da mio nonno Porzio alla Sanità, già sapevo che mi avrebbe parlato di quel suo "cardillo" che faceva le previsioni del risultato! ....allora la natura e il folclore avevano il dominio che oggi hanno i freddi bookmaker! ...se avesse cantato, il Napoli avrebbe vinto, se fosse stato in silenzio, avrebbe perso. La sua previsione, dunque, si esprimeva con quello stesso moto d'animo con cui ci saremmo espressi, noi tifosi, nei due diversi risultati. E non importa che mio nonno, dopo decenni d'eperienza, avesse potuto accorgersi che le profezie giuste fossero di un numero sotanzialmente uguale a quello delle sbagliate; la statistica non aveva ancora preso il posto della sana inconscienza. Ci si abbanonava al sentimento, senza calcolarlo!
La gente non fuggiva per le strade, non aveva un camminare nervoso e quell'atteggiarsi da manager e procuratori, tipico di oggi, con quei telefonini sempre in mano a messaggiare chissà a chi e che cosa! ...per dirla alla Luciano De Crescenzo, io vorrei sapere che ci sta di così importante in quei fetenti messaggi!
Lo stadio sarebbe stato pieno, questo lo si sapeva a priori, metafisicamente, perché il calcio era filosofia, era un morso di vita, da consumare piano piano per non farlo finire, come il piatto di ragù.
E il profumo di ragù (della propria famiglia, della propra vita, della propria casa) ce l'vevano appiccicato addosso anche quelli che, con la "marenna", andavano allo stadio. Anzi, questi ultimi, con la speranza della vittoria, da un lato, e la nostalgia della famiglia, dall'altro, sentivano quel magico profumo della Domenica più dei loro fratelli rimasti "imboscati", così come i soldati al fronte, nel loro essere tanto lontani dalla propria patria, sentono la bandiera del proprio paese molto più appiccicata addosso rspetto agli altri.
E tu, sistema freddo ed effimero di oggi, vuoi distruggere tutto questo?! .....hai voluto sostituire "o surdato 'nnammurato" con un banale "devi vincere"?!  ......hai voluto inaridire i cuori di questa giovane generazione?! .....hai voluto che non provasse la gioia di partecipare, portando alla derisione del barone de Coubertin?!
Ma non ti illudere, sistema! ....ricordati che ti abbiamo fatto noi! ...e come ti abbiamo fatto così possiamo distruggerti! .....noi, di un passato umano, ti squarteremo e mostreremo le tue viscere putride! ...e i giovani ritorneranno ad essere giovani e usciranno dai vicoli di Napoli con i "cartocci" delle paste e non più con le "bollette"!
Hai le ore contate, sistema! ....sei stato un nostro gioco, solo un nostro diversivo, ma adesso ci siamo scocciati di te, ci hai nauseato abbastanza!
Il bambino Zeus di Eraclito vuole forgiare un nuovo gioco, per nuove e vere passioni! .....avanti un altro!

Forza Napoli, forza Sarri!

Giuseppe Albano

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