lunedì 24 agosto 2015

Sarri è un progetto, non una partita!


Ascoltando vari pareri di giornalisti, opinionisti e addetti ai lavori, dopo la sconfitta del Napoli contro il Sassuolo, mi è sembrato che non si sia tenuto molto fede a quell'idea, più volte espressa e ribadita, secondo la quale si sarebbe dovuto dare tempo a Sarri perché potesse inculcare alla squadra la sua impronta di gioco e cominciare a raggiungere risultati positivi in maniera duratura e non occasionale, come si conviene ad un grande e moderno club che abbia un progetto tattico forte e ben definito.
Ho l'impressione, insomma (un'impressione che si avvicina alla certezza) che in molti si siano semplicemente riempiti la bocca di quelle chiacchiere estive che sono ben lontane dai concetti filosofici e logici tipci delle stagioni più dedite alla riflessione. Mi sembra, in pratica, che si sia parlato più per convenzione che per convinzione, più per frasi fatte che dopo ragionamenti ben delineati.
Sarri è un progetto, non una partitia di calcio, come ho intitolato in questo mio scritto.
Non è logico, sebbene molti la logica non sappiano neanche cosa sia, aspettarsi, dietro quelle mentite spoglie (riflessive) estive, che il Napoli parta subito come un carrarmato dopo appena un mese di lavoro nel nuovo cantiere. I grandi progetti prendono forma gradualmente e bisogna avere non solo la pazienza ma l'intelligenza di aspettare. E' inutile lamentarsi per aver visto errori a noi già ben conosciuti. Non è possibile scacciare in pochi giorni ciò che si è radicato, a poco a poco, in due anni. Bisogna avere la freddezza dell'osservatore scientifico per individuare ciò che è in embrione e lo sguardo d'artista per intravedere, nei tratti ancora lontani dall'essere ben delineati, quell'insieme e quella totalità che emergeranno in tutta la loro forza e bellezza.
Nel primo tempo di ieri, ad esempio, il Napoli ha mostrato il bagliore di quella luce che sarà da quì a poche settimane E chi è abituato all'aurora, capisce quando il giorno è vicino!
Il Napoli ha fatto intravedere trame di gioco e un senso tattico così profondi che solo con la perseveranza nel lavoro, da parte della squadra, e con la capacità di attendere, da parte dei tifosi, potranno vedere il loro compimento.
Bisogna essere maturi per le cose mature e non approssimative. Bisogna avere spirito dionisiaco ed apollineo insieme per arrivare ai tocchi della vera arte. Ma, il popolo napoletano, questo deleritto del passato, questo omologato insieme di mappine che ha abbandonato la propria indole per immergersi (è stato immerso) in quella piattezza neomelodica, scimmottiatrice del gusto barbaro-italico, che ha perso la propria identità ed insieme la propria dignità, che fa mostra di un giornalismo "socializzato", invadente ed intollerante, di una tifoseria ai limiti dello squallore sudamericano, sarà capace e degno di una tale impresa?!
L'attesa è la madre di tutte le virtù, mentre i napoletani mi appaiono i figli dei peggiori vizi contemporanei.

Forza Maurizio Sarri!

Giuseppe Albano

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