martedì 15 settembre 2015

Il risveglio del conte Del Genio




Paolo Del Genio, quest'anno, potrebbe essere definito "il conte della critica"!
Qualcuno si chiederà perché "conte" e non "principe" visto che, di solito, è quest'ultimo l'appellativo che viene usato in senso figurato per onorare l'eccellenza di un uomo in un determinato campo.
Ho scelto il termine "conte" perché, come quel leggendario nobile della Transilvania, Del Genio è capace, dopo lunghi sonni di contemplazione acritica, di risvegliare la propria vena analitica proprio nei momenti più bui ed oscuri, quando è più difficile scorgere le cose con chiarezza.
Ma Paolo Del Genio, evidentemente, ha lo sguardo degli uccelli notturni e riesce a vedere le cose limpidamente solo quando per molti altri è complicato anche semplicemente distinguerle e non sa, invece, scorgerle nella luce del giorno, quando anche le meno distinguibili di esse appaiono ben formate e delimitate.
E, così, il conte Vlad del giornalismo calcistico napoletano, quest'anno, nel buio delle prime tre giornate di campionato, quando tutto dovrebbe apparire inevitabilmente poco chiaro e nebuloso, già ha saputo vedere tutto quello che, secondo lui, avrebbe palesato questo inizio di avventura sarriana. E lo ha visto in maniera così netta e profonda da sentirsi in grado, fin da ora, di delineare persino il destino dell'allenatore toscano.
Dopo solo "tre giornate" di campionato, ha già sentenziato che Sarri sta commettendo errori tattici così evidenti da costringerlo "criticamente" a concludere che urge un cambio tattico, quando, l'anno scorso, dopo "trenta giornate" di campionato (!), ribatteva, a tutti quei suoi telespettatori o colleghi di trasmissione che intendessero farlo riflettere sull'opportunità di un cambio di modulo, che il problema non fosse in alcun modo rappresentato dal 4-2-3-1 ma solo ed esclusivamente dai singoli. Arrivava, come ho già avuto modo di dire altre volte, a negare a priori non solo la necessità o la semplice opportunità di cambiare il sistema di gioco ma persino l'ipotesi di un semplice spostamento o arretramento di posizioni. In un farneticante e parossistico momento di difesa ad oltranza di Benitez, una sera, arrivò persino a negare l'opportunità, in una singola partita, di operare lo spoastamento da una fascia all'altra di un calciatore, concludendo che le partite vengono decise solo ed esclusivamente in fase di preparazione e non durante il loro svolgimento!
Nonostante tutto fosse alla luce del sole, nonostante fosse ormai chiara l'integralistica visione di Benitez, il "conte Del Genio", infastidito dalla solare evidenza dei fatti ed abituato a brancolare con fare certo solo nel buio, non riusciva a scorgere neanche ciò che era ad un palmo dal suo naso critico.
Adesso, invece, nella nebulosa della formazione del calcio di Sarri e dei suoi schemi, già dice di aver intravisto quello che sarà il sistema planetario che va formandosi. Quando si dice: il principio di non contraddizione di Aristotele!
Ma "il conte della critica" non si è fermato agli aspetti tattici. Con la sua sovrabbondante e vorace vista da predatore notturno ha gettato lo sguardo anche oltre, arrivando lì dove, per dirla alla Kirk, nessuna vista umana sarebbe mai ruscita ad arrivare prima (....prima di lui, s'intende!)
Il novello ed erede nobile della Transilvania ha scorto anche un altro elemento che secondo lui, considerata l'importanza mediatica di quest'epoca, taglierebbe la testa al toro nell'eventualità di alternative speculazioni critiche (sebbene il toro non sia un animale notturno!)
Il nostro rumeno ha visto (sempre dopo solo tre giornate di campionato) che Sarri non sarebbe abile da un punto di vista comunicativo, al punto da arrivare a dire ironicamente che ci vorrebbe un suo alter ego (o controfigura che dir si voglia) in sala stampa. Eh! ....già! ...perché secondo il nostro giornalista nobile ed intellettuale, il tecnico toscano non sarebbe all'altezza dell'intellighenzia giornalistica napoletana!
Adesso, però, mi sono stufato di parlare tra l'ronico ed il metaforico e voglio passare al dunque, alla verità dei fatti. E per questa verità ci vogliono aquile diurne come me, capaci di vedere dall'alto come nel profondo. Perché, come bisogna sempre fare con gli uccelli farlocchi come Del Genio, è nella loro debole psiche che bisogna indagare; la psiche di uomini tanto deboli da scadere, spesse volte, nella più puerile meschinità.
La verità è che Paolo Del Genio non ha mai sopportato Sarri fin dal suo arrivo, così come non sopportava Zeman, non per questioni tattiche o intellettualistiche ma perché l'uomo (e, sottolineo, uomo) che viene dalla nobile terra della toscana non si concede a lui e agli altri, alla stregua delle peggiori puttane. Sarri non svende il proprio corpo allo scopo di farsi trattare con guanti di velluto. Sarri è un uomo vero, fatto per interloquire con uomini altrettanto veri, non con femminucce da comunelle come Del Genio!
Ed è proprio quest'ultimo elemento che manca così tanto allo "spirito" del noto giornalista, nella sua breve espesrienza con Sarri, da indurlo a supporre di aver già capito tutto di lui e del suo futuro al Napoli: gli manca il poter fare comunelle!
Quello che Del Genio crede di aver già capito non è altro, in realtà, che una puerile reazione psicologica (da uomo debole) per quella mancanza di accondiscendenza che egli si aspetta famelicamente dai suoi interlocutori calcistici. Nella sua infantile spiritualità, gli manca di essere coccolato, soffre a non poter dare "quel tu", che non rappresenta, come molti ingenuamente credono, un atto di amicizia, ma solo un desiderio di vicinanza e di coccole.
Siamo di fronte, dunque, non ad un caso di critica calcistica ma ad un qualunque caso di nevrosi! ....e neanche dei più interessanti!
Come si potrebbe seriamente credere ad un giornalista che, improvvisamente, si risveglia dal proprio sonno critico, dopo solo tre giornate di campionato, paventando la assoluta necessità di un cambio di modulo e ponendo l'accento sul fatto che un allenatore debba essere duttile tatticamente, quando per due anni si era comportato in modo sostanzialmente opposto?!
Come si può spiegare quel suo presumere che Sarri non saprebbe comunicare quando il toscano evidenzia un intellettualismo ed una dialettica 20.000 volte superiori a quelli di Benitez, se non con il fatto che lo spagnolo gli faceva tante coccole in sala stampa oltre che passargli, in privato, per sua stessa ammissione, notizie di calciomeracato attraverso il suo entourage?!
Siamo seri, siamo analitici! .....non facciamoci prendere per il naso da un piccolo giornalista in calore!

Giuseppe Albano

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