mercoledì 11 novembre 2015

L'asso nella manica dei nemici del Napoli


Quando si hanno dei nemici bisogna sempre stare con gli occhi attenti, soprattutto perché potrebbero impossessarsi delle nostre armi e rivolgerle contro di noi. Dialetticamente parlando, sarebbero in grado di trasformare alcune argomentazioni che avvalorano le nostre tesi nel verso opposto, cambiandone semplicemente il segno e la prospettiva da cui guardarle. Operazioni logiche di questo tipo sono relativamente semplici se, artatamente, si estrapola un determinato risultato dal suo contesto generale e lo si delimita solo in un ambito in cui è facile considerarlo in modi antitetici.
Il Napoli sta correndo questo rischio relativamente alla valutazione dei suoi meriti o demeriti per quanto concerne il risultato che avrà conseguito alla fine del campionato.
Mi riferisco, entrando nello specifico, al fatto che i nemici della nostra squadra, giornalisti od opinionisti che siano, ed indipendentemente dalla natura della loro ostilità, possano usare la grande stagione che finora il Napoli ha espresso come strumento non per lodarlo ma, al contrario, per attaccarlo e cercare di affondarlo definitivamente. I notevoli risultati conseguiti dal Napoli fino a questo momento hanno fatto dimenticare alla stragrande maggioranza dei tifosi gli obiettivi realistici che ci si era proposti ad inizio stagione, arrivando a parlare di scudetto non solo come possibilità ma addirittura come meta stagionale. Si è passati, insomma, dalla categoria della possibilità a quella della probabilità e con quest'ultima intesa come "alta probabilità". E' su questo elemento, su questa mera possibilità che si è trasformata in aspettativa, che quei nemici del Napoli stanno costruendo la loro arma d'attacco da sferrare al momento opportuno, cioè, nel caso in cui il Napoli non riuscisse a raggiungere quel massimo obiettivo, cominciando a farneticare circa una ennesima stagione falimentare. Persino un secondo posto, dunque, diventerebbe per quelli, incredibilmente, un "alibi critico" invece che essere considerato come un risultato straordinario, essendo ben al di sopra dei pronostici di inizio stagione, oltre che prestigioso.
Questo è l'asso nella manica dei soliti disfattisti che, come serpi nascoste nella sterpaglia, ai margini della strada, tramano ed attendono silenziosi il momento dell'agguato agli ignari tifosi che marciano cantando la loro gioia.
Contro i serpenti velenosi esistono solo due vie per difendersi, quella dell'antidoto e quella della circospezione. Per quanto concerne la prima i tifosi del Napoli, nella loro maggioranza, non sono sufficientemente muniti della "chimica sociale" adeguata per reggere al veleno mediatico, per quanto concerne la seconda, il giornalismo e l'opinionismo locali e sani, che potrebbero mettere in guardia preventivamente contro un attacco del genere, agiscono in maniera troppo poco convinta e sono spesso preda di quell'ansia che porta gli eserciti a scappare in ordine sparso di fronte al pericolo. Non rimane altro, dunque, che cercare una terza quanto inusuale via per questi casi, quella dell'attacco preventivo. Bisogna andare all'attaco degli imboscati che sono pronti all'agguato! ....una vera rivoluzione nell'ambito della tattica bellica. Si trattaterebbe, nel caso di guerra militare vera e propria, di un fatto improprio e alquanto dispendioso; trattandosi di una questione di logica, possiamo agire da fermi e con la possibilità di far sparire, con le giuste argomentazioni, la boscaglia che copre i corpi di queste serpi in malafede, contando sulla loro stoltezza.

Giuseppe Albano

0 commenti:

Posta un commento