mercoledì 2 dicembre 2015

Da "'O surdato 'nnammurato" a "L'estate sta finendo"; sempre più nell'indistinto!


Noi napoletani ci stiamo appiattendo sempre più, nei contenuti come nella forma, su realtà che non ci appartengono, svilendo la nostra proverbiale originalità. Ma la cosa più grave è che lo stiamo facendo seguendo forme d'espressione di basso profilo culturale e che tendono alla omologazione. Stiamo perdendo, dunque, d'un sol colpo, identità e valore. Da "Un posto al sole" che scimmiotta le soap opera americane al "neomelodismo" che tende a riproporre in chiave volgarissima e superficiale ciò che già di per sé si attesta su livelli bassi, come la musica pop della peggiore specie, sia essa proveniente dalla penisola che da oltre oceano.
Anche lo stadio San Paolo sembra essersi adeguato a questo processo di deprimente omologazione passando da "'O surdato 'nnammurato", cantato in maniera sublime da Massimo Ranieri, a "L'estate sta finendo" dei Righeira!
Queste mie osservazioni, si badi bene, non rappresentano un atto di nostalgia o, peggio ancora, una retorica e campanilistica difesa delle proprie tradizioni; io quì intendo denunciare un sempre più crescente svuotamento di quella capacità creativa che ha sempre contraddistinto noi napoletani. E' assolutamente evidente la nostra incapacità di resistere a qull'omologante flusso mediatico che impone, senza un'apparente coercizione, modelli unilaterali e predefiniti, una standardizzazione dei comportamenti. Io voglio cose nuove, nuovi modelli interpretativi ed artistici, ma che siano effettivamente tali e originalmente creati.
Non onorando la nostra originalità non stiamo onorando la nostra stessa identità, passata e presente.

Giuseppe Albano

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