giovedì 14 gennaio 2016

I RAFAELITI SONO DURI ........A CAPIRE!



Recentemente, nella trasmissione di Canale 8 «Ne parliamo il Lunedì», proprio quando il silenzio su Benitez sembrava d'obbligo e persino un atto di pudore da parte dei suoi fanatici sostenitori, definiti «rafaeliti», due «adepti» della nota «setta» pseudoreligiosa ne hanno inventata un'altra per giustificare l'operato fallimentare del tecnico spagnolo.
Davanti ai risultati stupefacenti di Sarri, frutto di una combinazione di capacità tattiche e di approccio psicologico nei confronti dei calciatori, Paolo Del Genio e Carmine Martino, coadiuvati stranamente dal «laicissimo» Antonio Corbo, hanno pensato di giustificare la debacle di Benitez formulando un teorema sugli allenatori che non si era mai sentito prima.
Secondo i due «sacerdoti», l'elemento che avrebbe impedito a Benitez di operare in modo efficace nel Napoli sarebbe consistito nel fatto di non aver potuto disporre di quegli «strumenti psicologici» necessari allo scopo di incidere umanamente sui grandi campioni della squadra azzurra a causa di una inevitabile freddezza nei rapporti con i giocatori che si maturerebbe, in un allenatore di rango, nel corso dei tanti anni di professione ad alti livelli e che lo porterebbe ad approcciarsi a loro con una certa supponenza, impedendone il coinvolgimento umano nel progetto della squadra.
Mi verrebbe facilmente da chiedere come questo fantomatico elemento potrebbe giustificare, agli occhi dei «rafaeliti», le notevoli manchevolezze di Benitez da un punto di vista tattico, in particolar modo la totale assenza di addestramenti difensivi.
A parte il fatto che i campioni nel Napoli erano al massimo tre (Higuain, Hamsik e Albiol), l'inconsistenza logica di tale argomentazione è palese. Anche storicamente una tale affermazione mostra di non avere né capo né coda. Se si dovesse, infatti, darle credito, allenatori come Ancelotti, Pep Guardiola, Mourinho ecc. ecc., si sarebbero dovuti rassegnare da tempo alla impossibilità di raggiungere nuovi grandi traguardi e i presidenti delle più grandi società al mondo, anziché spendere tanti soldi per un tecnico famoso, risparmeriebbero volentieri «rovistando» tra i campetti delle serie minori e delle realtà periferiche.
L'aspetto fondamentalistico dei sostenitori di Benitez che io, a più riprese, ho evidenziato per mesi, si è arricchito di una nuova prova.
Come da titolo: i «rafaeliti» sono duri ....a capire!

Giuseppe Albano

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