venerdì 15 gennaio 2016

IL MASOCHISMO DI UNA TIFOSERIA - Il "rimpianto" di non essere più in cattive acque.


Da quando siamo diventati campioni d'inverno sembra che i tifosi siano caduti conseguentemente in letargo! ....e non si può certo addebitare questo torpore al fatto che tale traguardo fosse stato ampiamente previsto perché, in raltà, questi stessi tifosi avevano ampiamente previsto il contrario!
Che «desolazione», ad esempio, i post su facebook di Umberto Chiariello in questo periodo, con un numero di commenti alquanto scarso rispetto all'abbondanza primaverile di quando sembrava, ai più, che fossimo destinati ad una campionato mediocre.

Una autentica predisposizione a quello che i greci (i nostri padri) chiamavano thanatos. Vi lascio dunque riflettere con un brano tratto dalla enciclopedia Treccani sul concetto di "thanatos" nella teoria di Freud:
"Il concetto fu introdotto nella teoria psicoanalitica da Sigmund Freud che, a partire dalla sua opera «Al di là del principio del piacere» (1920), contrappose eros a thanatos, teorizzando la lotta continua, nell’inconscio dell’uomo, tra istinti di vita e istinti di morte. Quando, intorno agli anni Venti del 20° sec., Freud arrivò a postulare l’esistenza di una pulsione aggressiva, innata e indipendente, cercò di esprimere a livello psicologico ciò che in ambito organico corrisponde alla tendenza della materia vivente alla disorganizzazione e alla disintegrazione, recuperando il principio di costanza formulato dal fisiologo Gustav T. Fechner che ipotizzava il ritorno di tutti i processi vitali verso l’inorganico.Questo orientamento, presente nella stessa natura, avrebbe lo scopo di eliminare gli stati di tensione: le tendenze aggressive sarebbero tentativi di distruzione rivolti verso l’esterno, che si scontrano con le tendenze che lottano per la vita, in particolare quelle sessuali, creando così un processo dinamico in cui le due forze si bilanciano, si contrastano, si neutralizzano".
Da questo brano si evince come quell'eccesso di vitalità, che molti napoletani mostrano, abbia bisogno di essere compensato, allo scopo di un equilibrio psichico, da un altrettanto forte senso di autodistruzione. In sostanza, come d'altra parte è risaputo, noi napoletani non ci siamo evoluti secondo un saggio senso della misura e, conseguentemente, eccediamo in un verso o nell'altro.
Quella nostra spocchiosa messa in mostra di una grande vitalità, arricchita da forti tensioni e contraddizioni, non sarebbe altro, dunque, che uno stato di nevrosi?!

Giuseppe Albano

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