mercoledì 17 febbraio 2016

L'EUROPA LEAGUE NON E' UNA VISITA DAL DENTISTA!


Trovo davvero grottesco il modo di vivere, di gran parte dei tifosi del Napoli, la vigilia di Europa League.
Sembra quasi che il giorno dopo debbano recarsi dal dentista, e non per una visita di routine ma per una estrazione con relativi dolori e fastidi!
Mi ricordo le emozioni intense che, da ragazzino, provavo in situazioni del genere. Tra compagni di scuola ed amici, armati del mitico Guerin Sportivo e di giornali, come la Gazzetta Dello Sport, che, in quei tempi, potevano ancora essere considerati tali, si cercava di capire le reali possibilità del nostro Napoli in funzione delle potenzialità vere o presunte delle avversarie. Trovandoci in un'epoca in cui non esisteva ancora il grande mercato televisivo e conseguente inflazioni di partite, il più delle volte si fantasticava sui calciatori avversari, anche i più importanti, che a malapena si riusciva a vedere con la frequenza di una volta all'anno. Per non parlare di quelli letteralmente sconosciuti delle squadre minori; lì la fantasia giocava un ruolo determinante. In poche parole, erano più le palle dette dai tifosi che quelle giocate dal Napoli!
E pensare che, in quell'epoca, per noi tifosi napoletani andare in Europa era quasi sempre un sogno poco realizzabile, considerata la magra gestione ferlainiana!
Trovo davvero ridicolo quest'atteggiamento di spocchioso fastidio che, ogni anno, i più manifestano nei confronti delle competizioni europee, Champions League compresa. Mi chiedo perché ci affatichiamo tanto, ogni stagione, nel tifare per l'ingresso del Napoli in Europa; perché ci esaltiamo o ci arrabbiamo in funzione di risultati che ci avvicinano o ci allontanano dai posti necessari al conseguimento della qualificazione in una competizione europea.
Per concludere, trovo davvero paradossale che, in un'epoca dove ci si va europizzando, ci si chiuda nell'italianissima serie A e si alzino i muri del tifo contro l'Europa calcistica.
Se qualcuno è capace di spiegarmelo, gli sarei grato!

Giuseppe Albano

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