venerdì 5 febbraio 2016

Zona11 derubrica il razzismo in dispetto! ......e verso se stessi!


Che noi napoletani, per un motivo che mi sfugge, siamo invisi ai media, come a gran parte della popolazione, è risaputo a tal punto da apparirci scontata una presa di posizione contro di noi su un qualunque tema di discussione che ci veda coinvolti, persino in quelli in cui siamo evidentemente vittime. L'unica cosa che ci può ancora meravigliare è la metodologia che, di volta in volta, viene adottata per attaccarci o ribaltare la classica frittata. Ieri sera, è stata la volta di Zona11, una trasmissione che non è nuova in quel tipo d'approccio a cui mi sono appena riferito, ad arricchire questo sperpetuo ormai quotidiano. Marco Mazzocchi, curatore e, nell'occasione, anche presentatore della trasmissione di Raisport, è riuscito nell'ardua impresa dialettica, coadiuvato dai suoi ospiti, di far apparire gli ululati razzisti nei confronti di Koulibaly, nonché i soliti cori anti-Napoli, come una protesta contro il presidente della Lazio, Lotito. In sostanza, questo gruppo di "logici" contemporanei ha sostenuto che i "tifosi" della squadra biancoceleste avrebbero adottato tale comportamento non per il fatto di essere razzisti, ignoranti e, come ben sappiamo e sanno, fascisti, ma solo come espediente per fare un dispetto al loro non apprezzato presidente. Marco Mazzocchi e i suoi ospiti, pur nella loro euforia "logica", non si sono accorti di due semplici variabili: che Lotito non è anche il presidente di Juve, Milan, Inter, Roma, Verona ecc. ecc., squadre i cui tifosi rivolgono regolarmente cori indecorosi contro noi napoletani e che il presunto dispetto al presidente, come ampiamente ricordato dallo speaker dello stadio, si sarebbe ritorto solo contro di loro, con la chiusura della curva dell'Olimpico. Ma Marco Mazzocchi non si è accontentato di "azzerare" l'ennnesima infamia razzista nei confronti di noi napoletani, svuotandola di significato sociologico e derubricandola a semplice dispetto, per giunta verso gli autori stessi di quei cori, ma ha voluto chiudere la serata con un vero colpo di scena attraverso il quale ha, in sostanza, ribaltato i termini della questione dando l'idea che ad essere razzisti saremmo noi  napoletani. Mazzocchi, infatti, ha ricordato un episodio increscioso che avrebbe visto protagonista una singola persona napoletana (una signora) rea di aver postato su Facebook delle offese agli juventini! Mi chiedo seriamente come possa una mente giornalistica partorire un senso delle sproporzioni così inauditio: gli insulti di una singola persona equiparati a quelli di folle oceaniche di individui in coro! ....e tutto questo per tentare una qualche giustificazione di eventi socialmente rilevanti e sui quali si dovrebbe studiare ed indagare. Come si può confondere l'insulto, sebbene riprovevole anch'esso, con l'atto razzista?!
Non è da escludere, infine, che Mazzocchi, e parte dei suoi ospiti, abbiano un vero e proprio terrore a schierarsi contro certe frange teppistiche. Quest'ultima eventualità, tuttavia, non varrebbe in alcun modo come giustificazione.

Giuseppe Albano

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