mercoledì 27 aprile 2016

I PLAYOFF, NON LA MOVIOLA! .....ADERISCI AL MANIFESTO DI NAPOLINTESTA!


Molti sono ingenuamente persuasi che la moviola in campo possa essere un deterrente per gli imbrogli di cui si sospetta a proposito del calcio italiano ed, in particolar modo, per le vittorie della Juventus che, col passare del tempo, appaiono, nei modi in cui si verificano, sempre più misteriose.
La vera mannaia, invece, su ogni tentativo di corruzione, sarebbero i playoff.
Mentre la moviola in campo, infatti, comporterebbe una diminuzione degli errori arbitrali legati a singoli episodi, senza tuttavia incidere minimamente su quella sistematicità di aiuti, di cui gode la Juventus, come l'ammonire in maniera sporadica i suoi calciatori, senza contare che nulla potrebbe circa la morbidezza con cui molte squadre la affrontano, i playoff azzererebbero tutti, o quasi, i possibili elementi inquinanti, facendo risolvere la questione scudetto attraverso partite tra le dirette concorrenti e con la visione di tutto il mondo calcistico (le furbate, infatti, si fanno proprio in quegli incontri non al centro dell'attenzione ed apparentemente insignificanti, ma che valgono tre punti come gli altri).
Io non comprendo il motivo per cui quei tanti tifosi, giornalisti ed opinionisti che, tanto tuonano contro un sistema calcio italiano così apparentemente corrotto e facilmente corruttibile nelle sue forme di espressione, non facciano una battaglia per l'introduzione di questa formula che rappresenterebbe, davvero, il sistema più sportivo, più controllabile, oltre che entusiasmante, per decidere i campionati.

Aspetto adesioni, da ciascuna componente calcistica, per una battaglia comune.

Giuseppe Albano, Napolintesta

I TIFOSI DEL MANCHESTER CITY TRA I BEATLES E GLI SCEICCHI


Ieri sera, molti telespettatori si sono emozionati nel sentir cantare, dai tifosi del Manchester City, una mitica canzone dei Beatles. Io, invece, mi sono alquanto rattristato pensando a quanta distanza psicologica e sociologica sia stata indotta, nelle nuove generazioni, tra le emozioni per una canzone che parla di libertà, di umanità, e quell'essere nelle mani di uno sceicco che, un tempo, sarebbe stato cacciato a calci dalla gioventù inglese per le sue politiche di repressione, di schiavizzazione, di umiliazione per le donne ed altro.

I giovani, oggi, vivono i loro sentimenti in  maniera così disgiunta dalla realtà da arrivare persino ad affermare questa circostanza come un fatto logico. Li senti dire, infatti: "e che c'entra il calcio con la società e la politica?" .....se non è alienazione questa!
Per il calcio si dimentica tutto, anche se stessi. Marx lo avrebbe quasi certamente definito il nuovo "oppio dei popoli"!


Giuseppe Albano


martedì 26 aprile 2016

IL POTERE LOGORA I TIFOSI DEL NAPOLI


Mi trovo in uno di quegli strani casi in cui non so se debba più bearmi della mia intelligenza o preoccuparmi dell'imbecillità della collettività; tutto dipende dal mio grado di egoismo. E siccome, mentre scrivo queste poche parole, mi sento a metà tra l'essere orgoglioso e l'essere arrabbiato, posso ipotizzare di essere un individuo alquanto equilibrato.
Poche settimane fa azzardai uno scritto in cui ipotizzavo che, conoscendo l'autentico servilismo del popolo napoletano ammantato da un fasullo senso di forte identità, l'ambiente partenopeo sarebbe crollato sotto l'incessante e penetrante processo di logoramento nervoso avviato dal potere juventino (la Fiat) molto più sfiaccante di quello previsto per gli operai sulle sue catene di montaggio. E il fatto che a nulla sia servito quel mio avviso, quel mio tentativo di tenerli lontano da quello che definii un "processo di ipnotizzazione", serve solo ulteriormente a dimostrare quanto fosse vera e profonda la mia analisi di un popolo che della parola "popolo" ha solo l'etimologia.

martedì 12 aprile 2016

IL CROLLO PSICO (LOGICO) DI UMBERTO CHIARIELLO


A proposito di quel “chapeau!” di Umberto Chiariello alla Juventus.

Per rendere il mio scritto godibile ed efficace ad un tempo, lo farò ruotare attorno ad una domanda che il dottor Umberto Chiariello si è posto più volte, a proposito degli aiuti alla succursale della Fiat:

Perché, nonostante non ne abbia alcun bisogno, la Juventus accetta, con la consapevolezza di rendersi antipatica ai più, tanti aiuti arbitrali?”

Nel porsi questa domanda, Umberto Chiariello commette un errore logico.
Egli, infatti, se la pone con il classico tono – e la contestuale convinzione – di porsi una domanda retorica, ovvero una di quelle domande in cui è già insita la risposta.
La risposta a cui lui allude sarebbe: “non ne ha bisogno!”
Il dottor Chiariello – dottore certamente non in logica – confonde “risposta” con “premessa”. Quella che c'è di scontato nella sua domanda, infatti, non è la risposta, che lui, per sua stessa ammissione, non riesce a trovare, ma la premessa dalla quale la fa nascere. Questa premessa logica consiste nella convinzione che la Juventus non avrebbe affatto bisogno di aiuti.

giovedì 7 aprile 2016

ANCHE DALLA SVEZIA "PARTENOPEA", ACCUSE DI DOPING ALLA JUVENTUS

 
Non mi meraviglierei se, nei prossimi giorni, il direttore di Tuttosport, De Paola, si inventasse delle origini napoletane per Ulf Karlsson allo scopo di sminuire le sue accuse di doping alla Juventus. Facendolo passare per partenopeo, infatti, potrebbe collocarlo tra quei “vittimisti” tifosi del Napoli incapaci di accettare la “superiorità” sul “campo” dei bianconeri. “Conoscendo” l'ormai noto giornalista, perennemente piegato e prostrato al potere Fiat, la mia potrebbe benissimo rivelarsi non una semplice battuta.
L'ex tecnico della nazionale svedese di atletica leggera (non un pivello qualunque dunque), nonché noto medico, ha affermato che solo con un uso intensivo e sistematico di doping si potrebbero spiegare scientificamente quei dieci chili in sei mesi (dieci chili di muscolatura, non di grasso, beninteso!) messi su da Ibrahimovic all'epoca della sua militanza nella Juventus.

mercoledì 6 aprile 2016

IL SILENZIO DEI "NON INNOCENTI"

 
In Italia siamo ormai talmente assuefatti alla corruzione da vivere tutto ciò che emerge in tal senso con una normalità disarmante.
Le uniche volte che ci si arrabbia per episodi del genere è quando essi contrastano con i propri interessi, come nel caso della squalifica a Higuain rapportata al permissivismo nei confronti dei calciatori della Juventus.
In quest'ottica va visto il clamoroso silenzio del, solitamente virulento, popolo dei social a proposito della richiesta di sei mesi per l'attuale allenatore della nazionale, Antonio Conte. L'ex juventino ha in sostanza la fortuna di essere fuori da quel gioco tra potere e tifosi che va in atto quotidianamente tra una giornata di partite e l'altra. L'episodio, in sé, è di una tale gravità che, in un paese civile, avrebbe portato ad una reazione fortissima e carica di indignazione.
Il silenzio, da parte del popolo calcistico, su questa notizia non è certo classificabile come “innocente”; esso è, invece, l'ennesima dimostrazione di come gli italiani siano ormai corrotti fino al midollo, nella loro essenza, e che tutte quelle loro feroci rimostranze al cospetto di atti corruttivi è solo frutto di quella stessa sottocultura improntata alla disonestà, sociale ed intellettuale.
Il loro silenzio, dunque, in questo caso, è colpevole come lo è il loro infuriarsi in altri, essendo quei due antitetici atteggiamenti nient'altro che interessati e non espressione di una volontà di costruire un calcio migliore.
 
Giuseppe Albano

martedì 5 aprile 2016

ALGEBRA DI SERIE A!

 
 
Per quel poco che mi ricordo dell'algebra, so che:
 
(-) x (-) = (+).
 
Se a questo aggiungo che secondo il regolamento UEFA i gol segnati in trasferta valgono doppio, in caso di parità, riconoscendo dunque notevole importanza al fattore campo, posso dire che mi trovo con i conti.
Sembra che il Napoli e la Juventus, da una ventina di giornate circa, partecipino a due campionati opposti che coincidono solo per i nomi e le maglie delle squadre partecipanti. Una sorta di due universi paralleli nei quali vivono le stesse persone con la differenza che, da una parte, sono cattive mentre, dall'altra, buone.

lunedì 4 aprile 2016

A 3 PUNTI DALLA RIVOLUZIONE!

 
Sembravano dei titani, tanto si sollevavano da terra; sembravano degli Achille diventati immuni anche nei talloni. Mentre danzavano, ogni tre passi, apparivano più alti dei watussi di Edoardo Vianello; scivolavano feroci sul mare della dialettica come le potenti navi da guerra americane solcavano le acque del pacifico contro i giapponesi. Si poteva persino arrivare a pensare che “le quattro giornate di Napoli” sarebbero state di lì a poco superate, nel numero come nell'entità.
A chi sto alludendo?! …...Ovviamente, a tutti quei giornalisti, opinionisti e tifosi, di matrice più o meno “neoborbonica”, che, in un sussulto di orgoglio, sembrava volessero liberarsi, in un sol colpo, del potere juventino.
Sembrava finalmente che avessero compreso il significato profondo, al di là della episodicità di singoli eventi arbitrali, del potere della Fiat, del fatto che questo avesse la sufficiente forza di piegare gli eventi sportivi a suo piacimento, come per un secolo circa ha piegato a sé l'intera finta economia italiana.