martedì 26 aprile 2016

IL POTERE LOGORA I TIFOSI DEL NAPOLI


Mi trovo in uno di quegli strani casi in cui non so se debba più bearmi della mia intelligenza o preoccuparmi dell'imbecillità della collettività; tutto dipende dal mio grado di egoismo. E siccome, mentre scrivo queste poche parole, mi sento a metà tra l'essere orgoglioso e l'essere arrabbiato, posso ipotizzare di essere un individuo alquanto equilibrato.
Poche settimane fa azzardai uno scritto in cui ipotizzavo che, conoscendo l'autentico servilismo del popolo napoletano ammantato da un fasullo senso di forte identità, l'ambiente partenopeo sarebbe crollato sotto l'incessante e penetrante processo di logoramento nervoso avviato dal potere juventino (la Fiat) molto più sfiaccante di quello previsto per gli operai sulle sue catene di montaggio. E il fatto che a nulla sia servito quel mio avviso, quel mio tentativo di tenerli lontano da quello che definii un "processo di ipnotizzazione", serve solo ulteriormente a dimostrare quanto fosse vera e profonda la mia analisi di un popolo che della parola "popolo" ha solo l'etimologia.
Questo gruppo di imbecilli pieni solo d'aria, tipico di chi vive gli eventi solo sul filo dei nervi e delle pulsioni momentanee, che non ha alcun orizzonte storico e sociale, il cui senso "rivoluzionario" si traduce, in realtà, in meri momenti di incazzatura collettiva, ha cominciato a dilaniare le proprie carni (il Napoli), rivolgendo contro se stesso quelle armi che faceva scintillare sotto il primo sole primaverile!
Quanta pena mi facevano già allora, nella mia consapevolezza che non si trattasse di veri guerrieri ma solo di un gruppo di marionette guidate da quel loro destino che si chiama "nord"!
Questi "rivoluzionari" del calcio (o del cazzo, se preferite) non sono così diversi dai loro "omologhi sociali" che farneticano, sotto il semplice impulso di una elezione, di volersi affrancare da consociativismo e altro.
Limitandomi al versante tifoso dell'imbecillità napoletana, questi eroi senza eroismo e senza palle, senza libertà se non nella parola, hanno cominciato letteralmente a fare confessioni farneticanti come quei poveri cristi sotto le torture dell'inquisizione medievale.
Stanno farneticando di un Hamsik che avrebbe fatto una pessima stagione, quando in realtà è stato protagonista, come dicono le statistiche ufficiali, di una grande annata, hanno cominciato a mettere in dubbio la loro fede anche nell'allenatore che li aveva fatti trascorrere un anno di autentica gioia e divertimento; hanno confessato, insomma, di essere stati degli eretici!
Sì, il potere del nord li ha convinti che si fossero spinti troppo in là, che volevano di più di quello che gli spettasse, che si credessero meglio di quanto si vuole (che il potere vuole) che siano.
E il potere (Fiat) non ha tutta questa immoralità nell'averli indotti a confessare di essere schiavi, perché essi sono schiavi!
Si è trattato, dunque, di una autentica confessione!


Giuseppe Albano

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