mercoledì 6 aprile 2016

IL SILENZIO DEI "NON INNOCENTI"

 
In Italia siamo ormai talmente assuefatti alla corruzione da vivere tutto ciò che emerge in tal senso con una normalità disarmante.
Le uniche volte che ci si arrabbia per episodi del genere è quando essi contrastano con i propri interessi, come nel caso della squalifica a Higuain rapportata al permissivismo nei confronti dei calciatori della Juventus.
In quest'ottica va visto il clamoroso silenzio del, solitamente virulento, popolo dei social a proposito della richiesta di sei mesi per l'attuale allenatore della nazionale, Antonio Conte. L'ex juventino ha in sostanza la fortuna di essere fuori da quel gioco tra potere e tifosi che va in atto quotidianamente tra una giornata di partite e l'altra. L'episodio, in sé, è di una tale gravità che, in un paese civile, avrebbe portato ad una reazione fortissima e carica di indignazione.
Il silenzio, da parte del popolo calcistico, su questa notizia non è certo classificabile come “innocente”; esso è, invece, l'ennesima dimostrazione di come gli italiani siano ormai corrotti fino al midollo, nella loro essenza, e che tutte quelle loro feroci rimostranze al cospetto di atti corruttivi è solo frutto di quella stessa sottocultura improntata alla disonestà, sociale ed intellettuale.
Il loro silenzio, dunque, in questo caso, è colpevole come lo è il loro infuriarsi in altri, essendo quei due antitetici atteggiamenti nient'altro che interessati e non espressione di una volontà di costruire un calcio migliore.
 
Giuseppe Albano

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