lunedì 29 agosto 2016

CASO CAVANI: UN RETAGGIO DI FERLAINITE

 
Ci sono infiammazioni acute, come una tonsillite, in cui basta un taglio netto per eliminarle e ci sono quelle croniche dalle quali, al contrario, per guarire bisogna tentare di aggiustare tutto il resto dell'organismo.
Una di queste infiammazioni croniche - e che grava sulla popolazione dei tifosi napoletani - è quella che io chiamo "ferlainite".
Questa strana malattia consiste in una visione populistica ed "alla giornata" del calcio, della quale un continuo esaltarsi ed un subitaneo deprimersi rappresentano la sintomatologia principale.
In termini pratici (e tecnici) essa si traduce nella volontà di acquisire un calciatore "ad effetto" nella speranza che provveda a risolvere quella quotidianità calcistica in cui ci sentiamo incapaci di crescere autonomamente ed organicamente, allo stesso modo della quotidianità sociale.
La "ferlainite" è anche alla base di quella strana repulsione verso De Laurentiis, manifestata da quei tanti che non si capacitano di come si possa realmente vivere senza un ritmo sincopato, ma con linearità.
Il popolo napoletano, infatti, con sempre meno testa e quasi solo cuore, vive di battiti, di pulsioni, di momenti. Tutto ciò che non dia tensione non viene accettato. Proprio come un depresso - e il popolo napoletano è appunto un malato cronico -, il tifo azzurro alterna momenti di euforia e di abbattimento. Non riesce in alcun modo a trovare pace. La guerra, la tensione, la paura regnano su di lui come vi hanno sempre regnato monarchi e capipopolo.
Uscendo da questo labirinto metaforico, la gran parte dei tifosi napoletani non riesce a credere che si possa vincere senza suggestioni, che sia possibile raggiungere grandi risultati con una idea e con una pratica di squadra.
E' vero, anche i tifosi di altre realtà vogliono campioni per esaltarsi e vincere, ma lo vogliono nella giusta misura, con un criterio sano, basato sulla programmazione. Paradossalmente, ai tifosi del Napoli non andrebbe bene neanche una continuità fatta di soli fuoriclasse, perché quella continuità cancellerebbe, appiattirebbe quel ritmo sincopato. Ci sarebbe, sì, una continuità verso l'alto (tipo Real Madrid), ma sarebbe pur sempre un tipo di continuità e di linearità.
La gente di Napoli, per quanto possa apparire assurdo, ha paura di De Laurentiis perché potrebbe portarci (ed in parte già l'ha fatto) a quella continuità di risultati elevati che eliminerebbe quel "picco" di esaltazione, così come quel "picco" di abbattimento.
Si ha paura, insomma, che De Laurentiis ci possa guarire come un buon medico.
 
Giuseppe Albano

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