giovedì 24 novembre 2016

IL GIORNALISMO FONDAMENTALISTICO DI DEL GENIO

Questo video, creato da me mettendo insieme alcune parti della nota trasmissione "Il bello del calcio" di Canale21, è esemplificativo della regressione a livelli acritici di certa stampa sportiva napoletana.


Sembra che a Napoli, nell'ambito del giornalismo sportivo, si sia affermata l'idea secondo cui criticare non sia sinonimo di analizzare ma di denigrare.
Per questo assurdo modo di sentire la propria professione, un numero sempre maggiore di giornalisti si comporta da esegeta nei confronti degli allenatori che si susseguono sulla panchina del Napoli, nel caso in cui questi siano riusciti a raggiungere risultati buoni.
Frasi del tipo "se quel giocatore non viene inserito è perché l'allenatore ha sottomano la situazione" o "come è possibile pensare di conoscere il calcio meglio del tecnico", si sprecano.
Il problema è molto più serio di quanto si possa pensare perché, con questo atteggiamento da esegeti acritici, si finisce col radicalizzare le posizioni dell'opinione pubblica in due fazioni integraliste di favorevoli e contrari e, conseguentemente, con l'oscurare quelle voci virtuosamente analitiche, ridotte ormai all'osso, con il risultato di regredire la conoscenza generale del calcio nella gente e di impedire una crescita dello stesso allenatore attraverso una sana e fruttuosa dialettica.

Giuseppe Albano

LA RIVOLUZIONE DI SARRI: DALL'ESALTAZIONE INIZIALE ALLA NOIA?



Quando una squadra è stanca fisicamente, ci si può permettere di preoccuparsi solo limitatamente al periodo in cui quel calo si manifesta, presupponendo che si tratti di una questione meramente fisiologica, ma se a palesarsi è un calo mentale, la questione - e la relativa preoccupazione - diventa ben più profonda.
Il Napoli contro la Dinamo Kiev ha di nuovo mostrato quella mancanza di vitalità, creatività e furore agonistico che, almeno in parte, sembrava essere stata superata con la prestazione contro l'Udinese.
Dobbiamo sperare solo che questa depressione mentale non corrisponda a quel fisiologico calo del desiderio che si manifesta puntualmente, dopo un periodo di esaltazione, ogni volta che ci si è votati ad una fondamentalistica (e apparentemente rivoluzionaria) visione delle cose. Una situazione del genere si palesa in tutte le vicende umane, come in quelle politiche, sociali, filosofiche, artistiche e, ancor più proverbialmente, come in quelle degli innamoramenti. Si raggiunge, in sostanza, un picco di furore agonistico per poi crollare in una sorta di stanchezza che diviene stretta parente della noia.
Nella speranza che i calciatori di Sarri non siano caduti nella noia per il suo gioco e, soprattutto, per lo spartito fisso da cui viene eseguito, quello dell'apparentemente ineludibile 4-3-3, possiamo solo limitarci ad attendere buone novità, a cominciare dalla partita contro il Sassuolo.

Giuseppe Albano

domenica 20 novembre 2016

UDINESE-NAPOLI 1-2: IL NAPOLI HA VINTO DA GRANDE SQUADRA

 
 
Il Napoli, ad Udine, è sembrato diventare improvvisamente una grande squadra. Nella sua prestazione non c'è stato nulla che non sia stato svolto secondo i criteri necessari per essere vincenti in maniera duratura. Grande concentrazione, dall'inizio alla fine, giusta cattiveria agonistica, capacità di modulare il movimento del proprio baricentro; molto avanzato, quando necessario, arretrato, nei momenti in cui bisognava tenere botta alla sfuriata degli avversari. Grandi sincronismi difensivi e notevole compattezza tra i reparti. Ma la cosa che è più saltata agli occhi è stata la tranquillità con la quale il Napoli ha gestito il risultato a favore nonostante il vantaggio fosse minimo. Una prestazione da squadra adulta e matura.
Sarri, che evidentemente ha lavorato molto sulla testa dei suoi calciatori, deve aver usufruito della sosta per riordinare anche le proprie idee. Finalmente, fiducia a Giaccherini, rivelatosi fondamentale tatticamente quando c'era da congelare la partita.
 
Giuseppe Albano

sabato 19 novembre 2016

UDINESE-NAPOLI: LA DOPPIA SVOLTA



Udinese-Napoli potrebbe rappresentare una doppia svolta in positivo per gli azzurri: ritrovare la strada che conduce a lottare per lo scudetto ed inserire di fatto, nella rosa che conta, un calciatore che potrebbe rivelarsi fondamentale; alludo a Giaccherini.
Callejon non è al massimo della forma, a causa soprattutto di una recente influenza, e questo potrebbe anticipare quel necessario turn over in previsione dei tanti appuntamenti ravvicinati che caratterizzeranno questo periodo prenatalizio.
Per quanto riguarda Rog, che nel frattempo ha superato tutti gli esami dell'ordinamento sarriano e sostenuto anche l'esame di stato, il suo utilizzo sarà, si spera, a breve.
Ad Udine, il Napoli ha un solo risultato utile: la vittoria. Un eventuale pareggio, e figuriamoci una sconfitta, rappresenterebbe un definitivo passo indietro rispetto alle aspettative di inizio stagione.

Giuseppe Albano

venerdì 18 novembre 2016

LA FIAT AD ALLEGRI: "HIGUAIN DEVE GIOCARE CONTRO IL PESCARA!"



Nella formula 1 si chiamano ordini di scuderia, nel calcio italiano volontà del potere.
La Fiat ha imposto al proprio Marchionne del campo di calcio di far giocare Higuain contro il Pescara.
Il motivo di questa imposizione è legato alla necessità di giustificare, con un buon numero di gol e la parvenza di notevoli prestazioni, l'acquisto dell'argentino che, col passare del tempo, si sta inesorabilmente dimostrando un errore gestionale.
Allegri avrebbe voluto, considerata la scarsa propensione alla forma fisica dell'attaccante, risparmiarlo contro gli abruzzesi per ritrovarselo in decenti condizioni contro il Siviglia, nella partita decisiva per il primato nel girone Champions. Ma, si sa, nella società Juventus si ragiona esclusivamente in base alla concezione del bilancio; e così un paio di gol apparentemente inutili, in una partita già decisa sulla carta, sono più importanti di quanto possano sembrare calcisticamente parlando. Il bivio della situazione Higuain, dunque, è diventato più decisivo di quello della trasferta spagnola.

Giuseppe Albano

giovedì 17 novembre 2016

LA MOVIOLA NON INTACCHERA' LA SUDDITANZA PSICOLOGICA



I lettori "social" pretendono di capire immediatamente un ragionamento e amano leggere poco; e così io sarò brevissimo e comprensibilissimo.

Non ci si deve illudere troppo sull'idea che l'introduzione della moviola, nel calcio italiano, possa rappresentare un deterrente per il noto problema della sudditanza psicologica degli arbitri o, addirittura, rispetto alla malafede. Per come è stata concepita nel calcio, essa non scalfirà nemmeno un po' quelle cattive abitudini.
A differenza di quanto previsto nel football americano o nel tennis in cui, rispettivamente, la richiesta della moviola è a discrezione dei due tecnici o dei due tennisti, i signori del calcio vogliono che essa sia di pertinenza esclusiva dell'arbitro. Ciò vuol dire che l'eventuale sudditanza psicologica del giudice di gara viene semplicemente spostata dalla decisione sull'episodio di gioco in sé alla richiesta dell'intervento dei moviolisti. Essa, da diretta, diviene indiretta!
Per fare un esempio pratico, in una ipotetica partita Juve-Napoli allo Juventus Stadium, un arbitro schiavo della sudditanza psicologica verso la Fiat, di fronte ad un episodio dubbio che, analizzato alla moviola, potrebbe sfavorire i bianconeri, eviterebbe di interpellare la tecnologia, mentre, in un caso contrario, sarebbe alquanto sollecito nel richiederla.
In parole povere, il fatto di aver lasciato il tutto ancora alla discrezionalità dell'arbitro, farà sì che le cose rimarranno come sono sempre state, con i relativi e giusti sospetti. Non è, infatti, proprio della discrezionalità dell'arbitro che ci fidiamo poco?!

Giuseppe Albano