giovedì 17 novembre 2016

LA MOVIOLA NON INTACCHERA' LA SUDDITANZA PSICOLOGICA



I lettori "social" pretendono di capire immediatamente un ragionamento e amano leggere poco; e così io sarò brevissimo e comprensibilissimo.

Non ci si deve illudere troppo sull'idea che l'introduzione della moviola, nel calcio italiano, possa rappresentare un deterrente per il noto problema della sudditanza psicologica degli arbitri o, addirittura, rispetto alla malafede. Per come è stata concepita nel calcio, essa non scalfirà nemmeno un po' quelle cattive abitudini.
A differenza di quanto previsto nel football americano o nel tennis in cui, rispettivamente, la richiesta della moviola è a discrezione dei due tecnici o dei due tennisti, i signori del calcio vogliono che essa sia di pertinenza esclusiva dell'arbitro. Ciò vuol dire che l'eventuale sudditanza psicologica del giudice di gara viene semplicemente spostata dalla decisione sull'episodio di gioco in sé alla richiesta dell'intervento dei moviolisti. Essa, da diretta, diviene indiretta!
Per fare un esempio pratico, in una ipotetica partita Juve-Napoli allo Juventus Stadium, un arbitro schiavo della sudditanza psicologica verso la Fiat, di fronte ad un episodio dubbio che, analizzato alla moviola, potrebbe sfavorire i bianconeri, eviterebbe di interpellare la tecnologia, mentre, in un caso contrario, sarebbe alquanto sollecito nel richiederla.
In parole povere, il fatto di aver lasciato il tutto ancora alla discrezionalità dell'arbitro, farà sì che le cose rimarranno come sono sempre state, con i relativi e giusti sospetti. Non è, infatti, proprio della discrezionalità dell'arbitro che ci fidiamo poco?!

Giuseppe Albano

0 commenti:

Posta un commento