lunedì 23 aprile 2018

JUVENTUS - NAPOLI: LE VERE PAGELLE


Queste sono le vere pagelle sulle prestazioni dei calciatori del Napoli in riferimento alla presa dello Juventus Stadium, considerato che la stragrande maggioranza dei giornali, affidati sempre più a persone che palesano una incompetenza calcistica assoluta, affiancata alla ormai proverbiale sudditanza psicologica nei confronti del potere Fiat (altro che quella degli arbitri), hanno dato dei voti suggestionati più dall'impotenza in campo della Juventus che dalla forza del Napoli che l'ha provocata.


TITOLARI

REINA 7 - E' vero che la Juve non ha praticamente mai tirato in porta, tuttavia la personalità del nostro portiere, manifestatasi in un palleggio sempre ineccepibile e improntato ad una incredibile serenità, nonostante l'avversario di fronte, è da giudizio elevato.

HYSAJ 7 - Annullato Douglas Costa. Basta questo!

ALBIOL 7 - Personalità, tranquillità, mentalità spagnola.

KOULIBALY 8 - Il mio voto sarebbe stato "8" anche senza il gol. Giocatore fantastico!

MARIO RUI 7 - Aveva di fronte il più deficiente, ciarliero e provocatore fra tutti i calciatori del pianeta. Lo ha zittito!

JORGINHO 7 - Regista a tutto campo. Non perde un pallone, attenzione ai massimi livelli e anche passaggi in profondità.

ALLAN 8 - Guerriero e tecnico; forza lavoro e catena di montaggio insieme. Un produttore inesauribile di palloni.

HAMSIK 8 - Esistono manuali sul cittadino perfetto. Il capitano è la rappresentazione del centrocampista perfetto. Partita sublime, geometrica, euclidea. Il tanto decantato Pjanic, la sua uallera!

INSIGNE 8 - Inesauribile per tecnica, corsa, volontà, resistenza fisica e pericolosità. E' ciò che impedisce ad una squadra avversaria di giocare con tranquillità.

CALLEJON 7 - Se non esistesse, bisognerebbe inventarselo in qualche modo. Un calciatore che rappresenta quella che si dice una garanzia. Cattiveria agonistica, resistenza inaudita, concentrazione massima. E tutto ciò condito da una freddezza nordica.

MERTENS 7 - La difesa della Juventus, arricchita nell'occasione da un atteggiamento rinunciatario, non poteva permettergli di fare più di quello che ha fatto, come dimostra la circostanza che Milik, a lui subentrato, non abbia reso in maniera superiore. Il belga ha fatto, appunto, quello che andava fatto.


I SUBENTRATI

MILIK 7 - Per le stesse ragioni del voto a Mertens

ZIELINSKI 7 - Un propulsore ...ma un propulsore dotato di tecnica e personalità. E tutto questo già a poco più di vent'anni.

ROG - 7 Entra nella sfida più importante, finora, della sua vita e del Napoli di De Laurentiis, come se fosse entrato in una partita normale. Personalità a livelli inverosimili.


L'ALLENATORE

SARRI 10 - Meriterebbe questo voto già per il solo fatto di aver reagito ai cori razzisti e per non essersi scusato nemmeno dopo ore - anzi, avendolo voluto rivendicare e aggiungendo che, la prossima volta, potrebbe persino scendere dal pullman con una mazza -. A parte questo, nonostante le sue fisime, nella partita di Torino ha fatto vedere in sintesi filosofica, tutto il suo straordinario pensiero calcistico.

UNA DISCARICA AL POSTO DEL CUORE


Buffon, dopo Real Madrid - Juventus, aveva affermato, riferendosi all'arbitro, che solo uno che abbia un "bidone dell'immondizia al posto del cuore" può assegnare un rigore (peraltro, ineccepibile; nota mia) al 90° di una sfida importante. Ebbene, volendo fare le appropriate proporzioni, Koulibaly ha palesato di avere una intera discarica al posto dell'anima, avendo voluto segnare, dopo quello che era accaduto al Bernabeu e proprio al 90°, il gol vittoria del Napoli sui bianconeri. Se, poi, aggiungiamo che il calciatore in questione ha anche la pelle scura, è africano e, mi pare, pure di religione islamica, allora ci sarebbero persino i termini per un complotto internazionale ordito da fondamentalisti della peggiore specie.

giovedì 19 aprile 2018

DE LAURENTIIS, FERLAINO E I DIRITTI TV


Più volte - e altrettanto inutilmente - ho sottolineato come le nuove entrate finanziarie, di cui il Napoli, come tutte le altre società di Serie A e non solo, può usufruire, non abbiano affatto contribuito a diminuire il gap tra la nostra società e quelle più potenti, come la Juventus, ma, al contrario, lo abbiano aumentato. E, così, De Laurentiis, pur potendo contare su risorse maggiori - come i diritti televisivi - rispetto a Ferlaino, si trova ad agire in una realtà più squilibrata di prima.
La questione è molto più semplice di quanto possa sembrare ed è tutta imperniata sulla natura del sistema economico in cui siamo immersi: quello capitalistico.
Basandosi, infatti, tale sistema, su un modo di distribuzione delle ricchezze disomogeneo -, di ogni nuovo introito, una percentuale maggiore va a chi già era più potente ed una minore a chi già lo era di meno -, con la conseguenza di un aumento del precedente divario tra i contendenti. Tanto è vero che uno degli slogan più in voga di quest'epoca, in occidente, è quello che recita: la forbice tra i ricchi e i poveri si allarga costantemente, al punto che un numero sempre più esiguo di persone ha quasi tutte le risorse del pianeta ed una maggioranza sempre più vasta non ha quasi nulla.
Tornando, più specificamente, alla questione calcistica, dovrebbe risultare evidente (ma molti accettano il sistema economico in cui si trovano senza averne compreso i fondamenti più elementari) che De Laurentiis, pur potendo contare su risorse che il suo omologo del passato (Ferlaino) non aveva, si muove in un campo di battaglia dove i più forti hanno ulteriormente rafforzato le proprie risorse, con il conseguente aumento di quel gap che già c'era in origine. In sostanza, è vero che nelle casse del Napoli attuale entrano più risorse, ma queste stesse risorse entrano più copiose nelle casse della Juventus (Fiat).
A completamento del mio ragionamento, faccio notare come, mentre in passato con 13 miliardi di lire (circa 8 milioni di euro) si poteva acquisire il cartellino del più grande di tutti (Maradona), oggi per ingaggiare il migliore (Messi) ce ne vorrebbero 500!
L'aumento a dismisura dei prezzi dei cartellini dei calciatori, con la conseguenza che i più grandi possono essere presi solo da pochissimi club, non è altro che il risultato del fatto da me messo in evidenza prima: le ricchezze calcistiche si sono concentrate in misura maggiore verso le società più potenti ed il prezzo delle merci (calciatori) ne è solo un'immagine. Chiunque capisca un po' di economia - senza la necessità di avere una "laura", per dirla alla Totò -, sa che i prezzi delle merci non fanno altro che racchiudere in nuce l'essenza del potere. I prezzi delle merci più preziose aumentano a dismisura perché solo i privilegiati di una ristrettissima cerchia le possano acquistare. Il costo di Maradona, all'epoca di Ferlaino, era relativamente basso perché le ricchezze erano più equamente distribuite; oggi sarebbe talmente alto da essere proibitivo per il Napoli ed accessibile solo per pochissime società note, essendosi, le risorse, col passare dei decenni, in virtù di quella "non equa distribuzione", concentrate ancor più in pochissime mani calcistiche.

Giuseppe Albano

lunedì 16 aprile 2018

LE PAGELLE DI MILAN-NAPOLI


I TITOLARI:

REINA 7
- Il portiere, pur non essendo stato impegnato severamente, ha mostrato autorità e personalità, anche tenendo conto del fatto che giocava un incontro per lui molto delicato psicologicamente, trovandosi al cospetto dei suoi futuri tifosi.


MAGGIO 8 - Giustifico tale voto molto alto in relazione alla incredibile professionalità di questo calciatore-uomo che, nonostante sia chiamato in causa pochissime volte e, per giunta, in momenti molto delicati per la squadra, si fa trovare sempre straordinariamente pronto.

ALBIOL 6 - Buona partita del centrale spagnolo al cospetto, tuttavia, di un Milan poco incisivo.

KOULIBALY 6 - Per lui vale lo stesso ragionamento fatto per Albiol

HYSAJ 7 - Aveva il compito di fermare, giocando per giunta fuori ruolo, l'attaccante del Milan più pericoloso: Suso. E' riuscito talmente bene nell'intento, da averlo neutralizzato.

JORGINHO 6 - Una partita buona ma di normale amministrazione. Meglio nel secondo tempo che nel primo.

ALLAN 6 - Non è più il calciatore esplosivo visto fino a qualche tempo fa, ma comunque sempre efficace in entrambe le fasi di gioco.

HAMSIK 6,5 - Contrariamente a come vengono commentate abitualmente le sue prestazioni prive di gol, ovvero come inconsistenti - non comprendendo, la maggior parte dei giornalisti e degli opinionisti, il suo gioco euclideo -, il capitano ha fatto una buona prestazione, mostrando di essere il vero regista della squadra. Non a caso, appena è uscito, il Napoli ha perso il controllo del gioco, avendo due mezzali cursori a testa bassa e il solo Jorginho a distribuire gioco.

INSIGNE 6,5 - Da un po' di tempo, pur mostrando una buona forma fisica, non riesce a fare giocate determinanti in fase di realizzazione. La rifinitura, invece, è di alto livello.

CALLEJON 4 - Lo spagnolo, per l'impegno incredibile che mette nelle sue partite, non meriterebbe mai un voto così basso. Il mio "4" è per quella evidente quanto indisponente fase di rincoglionimento che sta attraversando.

MERTENS 8 - Ha disputato, in realtà, una partita da "4", ma gli do "8" perché costretto a giocare nonostante non sia praticamente in grado di farlo. Il "4" lo do, pertanto, al suo allenatore che lo espone a questa tortura.

I SUBENTRATI:

MILIK 8 - Nonostante il gol (forse) mangiato, a me questo calciatore fa impazzire. Lo trovo un fuoriclasse già nell'atteggiamento che ha in campo. Mostra una serenità fuori dal comune, una capacità di essere costantemente in partita e l'intelligenza di mettersi nel posto in cui bisogna stare in ogni singola situazione. E tutta questa serenità e capacità tecnico-tattiche nonostante due legamenti saltati!

ZIELINSKI 6 - Nel poco tempo a disposizione, riesce a fare ottime incursioni. Tuttavia, quello che aggiunge sul piano dinamico, lo sottrae alla fase di impostazione.

ROG 10 - Come è possibile che un calciatore entrato negli ultimi due minuti possa ottenere un voto così alto senza essere stato minimamente incisivo?! ...Semplice! ...Il "10" è proprio per il fatto che, pur essendo un notevole talento, debba sopportare tutto questo dal suo allenatore.

L'ALLENATORE:

SARRI 4 - Capacità tattiche vicine allo "0". Un allenatore che partecipi ad una competizione sportiva nella quale si trova, come in una partita di scacchi, a dover affrontare un avversario che cerca di fregarlo, non può in alcun modo non tenere conto della necessità di quelle che si chiamano "varianti tattiche".

venerdì 13 aprile 2018

GIORNALISTI SERVILI E DISEDUCATIVI!


Mi chiedo, ma soprattutto dovreste chiedervelo voi, cari Zazzaroni, Sabatini, Caputi e tanti altri che facilmente potrebbero arricchire la lista, cosa abbiate insegnato, in questi ultimi giorni, a tutti quei giovani tifosi che hanno assistito al vostro attacco deliberato, consapevolmente ingiusto ed ingiustificato, contro un uomo sostanzialmente piccolo ed indifeso, allo scopo di schierarvi utilitaristicamente - come fate abitualmente, ignorando ogni criterio deontologico in nome di un meschino e vigliacco servilismo - con i poteri forti, rappresentati, in questo caso, dalla Fiat?!
Come mi risuonano ipocrite, alla luce delle vostre attuali intemperanze, quelle parole altamente educative che, al contrario, ritualmente esprimete commentando quei fatti di cronaca calcistica in cui si parla di genitori che hanno cercato di picchiare arbitri e allenatori perché non accondiscendenti con i loro figlioli, o di abominevoli comportamenti di folte frange di tifosi da curva.
E tenete conto inoltre che, mentre quelle ipocrite prese di posizione, dettate dal momento, sono ascoltate - e distrattamente - da pochissimi giovani, poco interessati a tematiche extra campo, le vostre ignominie da tifosi servili, come quelle palesatesi nel post Real - Juve, arrivano invece ad una massa sconfinata di giovani.
Cosa avete insegnato, dunque, col vostro comportamento, a quei tanti ragazzi bisognosi effettivamente di una educazione sportiva e sociale, se non l'opposto di cui avrebbero bisogno?! ...e tutto questo solo per il meschino scopo di tenere ben salde le poltrone sotto il vostro culo, salvaguardando uno pseudo giornalismo fatto di "comunelle" con vari esponenti del potere calcistico, invece che di inchieste e di analisi profonde, come si confarebbe ad un'autentica espressione della vostra professione!
Avete insegnato ai giovani, quasi apponendovi il sigillo della legittimità intellettuale, quelle stesse ignominiose regole etiche che un potere sempre più arrogante fa risuonare nelle loro orecchie con cadenza quotidiana: che "conta solo vincere" - il che corrisponde ad affermare che bisogna farlo contro ogni morale e sportività -.
C'è, tuttavia, una cosa ancor più aberrante che avete insegnato ai giovani: che sia giusto sacrificare sull'altare della difesa del potere e dei benefici che da esso si possono ricavare, un uomo indifeso, come l'arbitro (e uomo; uomo lo sottolineo io, perché voi ve ne siete dimenticati!) Michael Oliver, sottoposto scientemente ad un vile attacco mediatico al quale voi, vili servi del potere, invece di opporvi, considerato soprattutto il fatto che il suo operato in campo fosse stato pressoché ineccepibile, vi siete uniti, partecipando ad una delle pagine più schifose e degradanti a cui gli uomini sportivi e perbene come me abbiano mai assistito.
Se vi è rimasto un briciolo di dignità, se la munnezza - per evocare le parole di un principe dell'ipocrisia come Buffon - non vi ha ancora invaso la testa, dopo che palesemente vi ha occultato il cuore, dovreste provare, quantomeno a freddo, una grande vergogna per voi stessi.

Giuseppe Albano