giovedì 19 luglio 2018

SARRI CONFERMA NIETZSCHE E OFFENDE NOI NAPOLETANI



Con "Sarri conferma Nietzsche", non intendo il fatto che l'ex allenatore dell'Empoli abbia voluto trattenere uno dei calciatori della sua nuova squadra, il Chelsea; mi riferisco a qualcosa di ben più importante e che dovrebbe far sentire noi napoletani alquanto offesi - ammesso che a noi napoletani sia ancora concesso l'offendersi, essendo questa una prerogativa di chi ha ancora una dignità, categoria poco visibile, nel Golfo, in questo ultimo periodo storico -.
Il fatto che l'ex allenatore dell'Empoli, nel salotto di Londra che lo ospiterà per qualche anno, si sia presentato in giacca e cravatta, quasi da ricevimento a Buckingham Palace, senza mai mettersi le mani nel naso e senza dire una sola volta "cazzo" o "fuck", nonostante abbia mostrato di conoscere bene l'inglese, dà ragione alla rivoluzionaria tesi che il grande filosofo Nietzsche afferma nella sua opera più emblematica e profonda: La Genealogia della Morale; un apparente paradosso che fece discutere all'epoca della sua pubblicazione e fa discutere tutt'ora. Secondo il filosofo dell'oltreuomo, la morale, ovvero l'idea di ciò che è "buono", non sarebbe nata dal concetto di azioni non egoistiche, valutate come tali da coloro che per primi le ricevettero - in sostanza, il concetto cristiano di Bene - né dal concetto di "utile", caro ai genealogisti inglesi della morale. Secondo Nietzsche, ciò che è "buono" discenderebbe da ciò che, in origine, era aristocratico, ovvero dalle azioni di coloro che detenevano il potere, in virtù del quale sapevano imporre nuove regole sociali che i deboli (i plebei), al contrario, si limitavano solo a recepire passivamente.
In sostanza, ritornando all'ex allenatore dell'Empoli, il suo antitetico modo di comportarsi, a Napoli e a Londra - quello di portare la tuta (e anche una chiavica); di mettersi le mani nel naso e di prodigarsi in parlate in punta di cazzo, sotto il Vesuvio; di ineccepibile suddito della regina, alla City - dimostrerebbe, riferendoci al ragionamento di Nietzsche, che Sarri, nella plebea Napoli, si sentiva in diritto di comportarsi come fosse brutto, sporco e cattivo, nella aristocratica Londra, invece, ha avvertito il dovere di apparire bello, pulito e buono.
Capite come ci considerano?!

Meditate su questo, invece di continuare ad elogiare l'ex allenatore dell'Empoli.

Giuseppe Albano

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