mercoledì 19 settembre 2018

L'ALUNNO CHIARIELLO, IL MAESTRO ANCELOTTI E IL GIOCO


DOPO STELLA ROSSA - NAPOLI

Ieri sera, in una botta d'arroganza, forse per la commozione di aver visto scampato il pericolo che il Napoli di Ancelotti mostrasse già una certa superiorità rispetto a quello del suo "maestro" Sarri, Umberto Chiariello, con una espressione gioiosa che grottescamente contraddiceva quella preoccupazione per il Napoli che andava contestualmente affermando, ha detto che lui capisce così tanto di "pallone" rispetto a De Laurentiis che quest'ultimo dovrebbe munirsi di grembiulino e sedersi davanti alla sua cattedra per farsi insegnare il gioco del calcio. Ebbene, ieri sera, con tutte le castronerie che il giornalista è andato dicendo, dovrebbe lui mettersi il grembiulino e il fiocchetto per andare ad una scuola di calcio - e dovrebbe anche portare l'altrettanto classico cestino delle merendine, ma con tante merendine, perché occorrerebbero molte ore per fargli intendere le sole basi del gioco del calcio -.
Tra le varie castronerie, la più grossolana, quella che sintetizza tutte le altre, è stata l'affermazione secondo cui nelle ultime due partite si sarebbe palesato che Ancelotti non avrebbe ancora dato un gioco alla squadra.
La questione è molto più semplice di quanto si possa temere ed è risolvibile in pochi passi:
Innanzitutto dobbiamo preliminarmente stabilire cosa significhi "dare un gioco".
Per capire questo, basta stabilire gli obiettivi che nel "gioco del calcio" si deve cercare di ottenere - perché "dare un gioco" significa appunto dotare la propria squadra degli strumenti necessari per raggiungere gli obiettivi previsti dal gioco stesso -.
E quali sono questi obiettivi? - E' risaputo che sono fondamentalmente due: quello di fare più gol possibili e quello di subirne il meno possibile -.
Per un allenatore, dunque, "dare un gioco" alla squadra significa permettere ai propri calciatori di arrivare frequentemente in zona gol e di non permettere agli avversari di fare altrettanto.
Ebbene, nelle ultime due partite, quelle contro Fiorentina e Stella Rossa - quelle stesse nelle quali Umberto Chiariello ha creduto di non vedere un gioco, il Napoli è riuscito a creare una caterva di "palle gol" (soprattutto in Champions) senza subirne praticamente nessuna, se non quella di Chiesa, peraltro su un errore individuale di Allan.
Questo vuol dire, alunno Chiariello, "avere un gioco", non tutte quegli orpelli che non servono neanche come corollari del teorema calcio. E, anche se volessimo inserire a forza quel famoso "possesso palla" tra le prerogative dell'avere un gioco, anche qui il maestro Ancelotti mostrerebbe di essere stato bravo, visto che il Napoli, sempre nelle ultime due partite, ha realizzato percentuali di "possesso palla" altissime.
Altro che "maestro", altro che insegnante di calcio! ...lei, alunno Chiariello, in una classe di scuola di calcio sarebbe ultimo e il maestro sarebbe tentato di bocciarla già nel corso dell'anno, senza neanche aspettare le pagelle dell'ultimo semestre!

Giuseppe Albano

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