lunedì 17 settembre 2018

SARRISMO FA RIMA CON MASOCHISMO



Se degli esperti di antropologia, dopo uno studio neanche tanto attento, decidesse di stilare una classifica dei popoli in base al grado di masochismo degli stessi, il popolo napoletano, dopo secoli di costante ed imperterrita presenza negli ultimi posti delle più svariate graduatorie, potrebbe finalmente fregiarsi di essere in testa e senza neanche il timore di poter essere scalzato nel breve e medio periodo.
Come è masochista il napoletano non lo è nessuno. Qui, dalle nostre parti, è una vera e propria arte, come quella dei pastori.
Senza stilare, a mia volta, una classifica delle varie testimonianze a favore di questo carattere proprio di noi napoletani, sintetizzo il tutto citando quel fenomeno, in voga oggi nel Golfo, che si può riassumere in "Sarrismo napoletano" - che, credetemi, sarà alquanto passeggero, perché c'è un'altra eccellenza sociologia che caratterizza l'antropologia napoletana: la zoccolaggine
Questo fenomeno, che ha momentaneamente portato tanti napoletani ad abbandonare il Napoli a favore del Chelsea, salotto della vicina Londra, si è consolidato fenomenologicamente con la presenza - e poteva mai mancare questo sigillo! - di gruppi e pagine "sarriste" nella giungla omologante di Facebook.
Un gruppo su tutti mi ha colpito, soprattutto per una certa ostentazione borghesemente elitaria - del tutto simile a quel "vomerismo" (da Vomero) - di una presunta superiorità intellettualistica nel recepire le vere bellezze del vivere; sulla falsa riga di quella intellighenzia napoletana che, a voler essere espliciti, ha portato la sinistra borghese nostrana a crogiolarsi così tanto nelle sue mode e maniere di vedere la società che quest'ultima ha continuato a scivolare via nel baratro senza che quei geni ormai neanche più la possano scorgere, intenti come sono ad ammirare quelle platoniche immagini del vero rivoluzionarismo appreso dai libri: il gruppo si chiama emblematicamente "Sarrismo - gioia e rivoluzione".
Gli adepti di questo gruppo, forniti, come si vede nella foto che si staglia nella loro bacheca, anche di una maglietta rigorosamente rossa, a voler sottolineare lo spirito rivoluzionario del loro guru nonché di se medesimi, sono - o meglio si dicono - orgogliosamente "sarristi" e "rivoluzionari". Ma il termine che più mi ha colpito è quel "gioia" in quanto mi ha fatto venire in mente quella gioiosa quanto misteriosa (almeno per me) espressione da ebeti di quelli che si sottopongono (gioiosamente, appunto) a pratiche sessuali in cui il massimo godimento è rappresentato da frustate e da colpi sulle palle che sensibilizzerebbero persino quel Tafazzi in una delle sue migliori giornate.
Come si possa essere cosi insipienti, insipidi, inconsapevoli, inconsci, nevrotici - in parole povere masochisti - al punto da impazzire di piacere - e pure a distanza - per uno che li ha traditi fisicamente ed ideologicamente, è cosa da psicanalisti, nel migliore dei casi, da psichiatri, in quelli disperati.
Come si può continuare imperterriti a ridere dopo che si è stati sottoposti ad una passata di pennello sia corporale che spirituale?! ...ah! ...già ...si parla di masochisti!
Qui si parla evidentemente di Sarri, il rivoluzionario castrista (adatto per questi castrati) che voleva buttare giù il palazzo, tanto voglioso di ribellarsi da confondere, nella pratica rivoluzionaria comunista, anche quella fascista, lasciandosi sfuggire un "voglio fare un colpo di stato"; proprio quel Sarri che, per qualche dollaro (sterlina) in più, ha abbandonato il campo di battaglia e i suoi adepti nel momento decisivo andando a capitalizzare la sua recente esperienza d'Ottobre della steppa napoletana nelle più borghesemente morbide tappezzerie dei salotti dell'Isola.
Immaginate un Che Guevara che, alla vigilia della rivoluzione cubana, dopo essere stato lusingato da un banchiere - per giunta, americano - avesse detto al suo fraterno amico Castro, di non sentirsela più di rivoluzionare le isole e di voler andare ad abitare in una terra più ferma nei pressi della Casa Bianca! ...La reazione dell'amico e del popolo sarebbe stata di sdegno e di stupore; ma perché quel popolo era il popolo cubano!
Il popolo napoletano (quello dei masochisti, s'intende) non ha battuto ciglio, anzi si è aperto ancor di più nel suo piegarsi in avanti, facendo entrare, nel proprio spirito rivoluzionario, ogni forma di ideale "sarriano", dal gioco a Bukowsky, dal comunismo alle dita nel naso. C'è chi si è fatto entrare anche la nuova eloquenza in lingua inglese del loro leader.
Se lo sono fatto mettere tutto dentro lo spirito di quest'uomo, tanto grande è l'apertura mentale di chi è stato abituato a secoli di dominazioni di ogni lingua. Un popolo preparato così bene con i preliminari del Risorgimento, non poteva che essere così accogliente verso anche le più grandi invasioni.
Fuor di metafora, abbiamo un gruppo di ……... che invece di stare vicino a chi rappresenta la propria città e, quindi, se stessi; invece di andare allo stadio per inneggiare ai campioni del Napoli, ogni volta che si avvicina l'evento della partita lo vedi fare i conti con l'orologio ed il calendario per vedere se coincidano gli orari della rivolta nel Salotto inglese del loro rivoluzionario e di quella sottoproletaria che sarà vissuta nel povero cesso della loro città.
Voi, cari miei lettori, vi state forse crogiolando all'idea che questo sia un problema di poco conto per noi proletari di Partenope?! ...se è così, sappiate che il virus del masochismo ha infettato anche voi e che dovete prendere subito i dovuti accorgimenti se non volete fare la fine di quelli che, mentre ricevono passivamente di tutto, fann pur 'o pizz a ris!

Giuseppe Albano

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